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mercoledì 23 dicembre 2020

“Passo dopo passo"

“Mancano 35 giorni alla Festa”

“Come 35? Oggi è il 23 Dicembre, antivigilia!”

“Beh, il 29 Gennaio, tra 35 giorni, celebreremo un’altra festa. Esattamente il nostro decimo compleanno”


Con il primo incontro di una quindicina di bambini alla loro prima esperienza di scautismo, il 29 gennaio 2011 si dava avvio ufficialmente al gruppo scout laico del CNGEI sul territorio di Ariccia. Un progetto ambizioso nato nell’estate precedente dalla volontà di due capi che provenivano da un’altra associazione e che si vedevano pienamente rappresentati dai valori del CNGEI. Senza una sede, senza ragazzi, senza il numero sufficiente di adulti per iniziare, ma con tanta, tantissima voglia di intraprendere questa nuova avventura per far crescere lo scautismo laico ai Castelli Romani. Il primo di una lunga serie di passi.

Il progetto, battezzato subito “la Verde Avventura” con un chiaro richiamo al colore dell’uniforme associativa e alle attività scout a contatto con la natura, prendeva vita sotto una buona stella. Da subito gli scout del CNGEI di Ariccia, inizialmente sostenuti dalla Sezione CNGEI di Roma e censiti come Roma-14, si sono fatti conoscere, avviando moltissime collaborazioni con le associazioni locali e con l’amministrazione. I numeri sia dei soci che degli enti a supporto del progetto sono rapidamente cresciuti. Nel dicembre 2013, dopo soli tre anni dall’apertura, il gruppo riusciva a camminare con le proprie gambe, staccandosi dalla Sezione di Roma e costituendo la Sezione di Ariccia. Un altro piccolo passo era stato fatto e sempre più strada veniva percorsa. 
Certo non sono mancati tratti in salita, cadute lungo la strada o momenti di stasi, ma gli scout della verde avventura non si sono mai arresi. Far crescere un albero richiede tempo.  I Lupetti si sono fatti Esploratori prima e Rover poi, nuovi capi si sono affiancati ai fondatori della sezione, tanti piccoli passi, uno dopo l’altro. Finalmente nel 2020, in occasione della riforma del terzo settore che ha permesso all’associazione di rimettere mano agli statuti, siamo riusciti ad inserire una modifica che ci ha permesso di cambiare il nome da Sezione di Ariccia a Sezione dei Colli Albani. Un nome nuovo che meglio ci rappresenta e che meglio consente di identificarci in un territorio esteso e frazionato come quello dove la sezione opera, che va da Marino a Genzano passando per Albano, Castel Gandolfo, Ariccia e Rocca di Papa. Oggi ci affacciamo al nuovo anno, quello del decennale, con circa 100 soci tra adulti e ragazzi, con nuovi capi formati ed in formazione, una lunga lista d’attesa di bambini e ragazzi che hanno fatto domanda di iscriversi e con il progetto per l’apertura di un secondo branco, che costituirà, speriamo, il seme per l'avvio di un secondo gruppo. Ci prepariamo insieme a compiere di nuovo un passo in avanti.

Alcuni di quei Lupetti di dieci anni fa, qualcuno tra gli esploratori della prima ora, oggi si prepara a diventare a sua volta capo di altri bambini e ragazzi. Un trapasso nozioni a ciclo continuo che non ha fine. Il cucciolo d'uomo che si è presentato davanti la tana di Babbo Lupo e Mamma Lupo sulle gambe tremolanti adesso si è fatto uomo. Nuova linfa scorre nella foglia di quercia scelta 10 anni fa come logo. Passo dopo passo, tra i mille colori che il cammino ci riserva, prosegue questa magica verde avventura verso nuove orizzonti. 


“...guardate lontano, e anche quando credete di star guardando lontano, guardate ancora più lontano!” (Baden Powell)


Da parte di tutta la rinnovata Sezione dei Colli Albani , tanti auguri di Buone Feste!


mercoledì 11 dicembre 2019

Dall'albo d'oro di reparto: un'uscita alla scoperta dei Valori della nostra promessa

Il sole stava già tramontando; tutto era pronto per far partire la nostra fantastica uscita gemellata con il reparto di Lariano. Arrivati tutti nel luogo dell'appuntamento, ci siamo subito incamminati verso l'oratorio di Ariccia: l'atmosfera era allegra e spensierata e non pochi erano curiosi di conoscere il nuovo reparto. Appena arrivati ci siamo subito organizzati: ad ogni pattuglia era stato assegnato un tavolo diverso e noi corvi ci siamo subito dati da fare per preparare l'alzabandiera con la pattuglia pantere di Lariano, non senza difficoltà; nel mentre, le altre pattuglie si conoscevano, proponendo vari ban. 
Dopo il quadrato di apertura, ecco che arriva subito uno strano personaggio: è Gizzur, è disperato, ci dice che qualcuno ha nascosto tutte le stelle e non sa come affrontare il mare per ritornare a casa. Dall'altra parte i sui figli, la piccola guerriera Sigrùn e il fratellino Zenith, chiedono aiuto ad uno sciamano che spiega loro come farle riapparire. Le stelle sono state nascoste per opera di una magia da parte delle Gilde vicine, invidiose di Gizzur. I figli di Gizzur, dovranno ritrovarle e riaccenderle. Il nostro reparto quindi, in soccorso dei due ragazzi, iniziano la loro ricerca, incontrando nel loro cammino diversi personaggi. Il primo è Kochab. Divisi in bi-pattuglie, abbiamo cercato di soddisfare la domanda del nostro amico: cosa significa essere una persona d'onore?
Date tutte le nostre risposte, lo strano personaggio sembra soddisfatto: ci consegna infatti una delle tante stelle da conquistare per far tornare il cielo luminoso. Dopo una rapida pausa per sistemare le nostre cose nelle stanze, ecco che ci ritroviamo davanti Pherkad, il vecchio custode della stella: ci spiega come fare delle esche, che ci serviranno per ottenere nuove stelle; le ptg che sono riuscite a fare più esche di tutti sono quelle delle tigri e dei fox, arrivando a 135.
Dopo la cena ci prepariamo tutti per il fuoco serale, gestito dalle tigri e dai fox: ogni ptg deve creare una scenetta e un canto incentrati sulla sincerità. Terminato il fuoco ci siamo diretti verso le stanze, stanchi ma soddisfatti della giornata. 
La mattina dopo, a colazione, ci sono state esperienze mistiche e degustazioni della minestra della sera prima: è partito tutto da Ismael che ha preso una solo cucchiaiata; Gioele, poi, ha sfidato Ismael mangiando direttamente con la tazza dalla scodella e infine Giordana ha sfidato Gioele, mischiando una tazza di latte con la minestra, tra il disgusto generale.
Arrivati in quadrato abbiamo parlato poi delle diverse nazionalità e delle diversità di ogni paese: in particolare ci siamo soffermati sulle varie bandiere che l'Italia ha "cambiato" nel corso dei secoli: ad ogni ptg era stata assegnata una bandiera e, giocando a battaglia francese, doveva cercare di prendere più bandiere possibili dalle altre basi, concentrandosi su quella attuale.
Neanche il tempo di scambiarci due parole sul gioco che arriva un cavaliere che, spavaldo, ci sfida e ci dice che la sua stella è nascosta e che non riusciremo mai a trovarla; l'unico modo per trovarlo era di usare una tecnica di mappatura, cioè quella dell'azimut.
Vengono così formate nuove bi-pattuglie: noi corvi dobbiamo creare la mappa con la ptg lepri. Finito di fare la mappatura, ci organizziamo per preparare il pranzo: dopo aver fatto legna, cuciniamo insieme alle lepri. Durante il pranzo c'è stato un inconveniente: la felpa di Ismael infatti si è completamente squagliata vicino al fuoco per la scarsa attenzione di entrambe le pattuglie.
Ripulito il luogo dell'uscita, ci siamo riuniti in quadrato per ultimare il gemellaggio tra i nostri reparti: i due capi reparto si sono scambiati i fazzolettoni di gruppo e ci siamo dati un invito per incontrarci nuovamente ad un'uscita.

Nonostante varie difficoltà non vedo l'ora di di ripetere questa nuovissima esperienza con il reparto di lariano.


Davide Ptg Corvi




Foto dell'uscita

lunedì 22 aprile 2019

Laboratori Arti e Mestieri

Sulle nuove generazioni se ne sentono di tutti colori: i giovani d’oggi hanno perso ogni abilità manuale, sono sommersi dalla tecnologia, non hanno rispetto per gli anziani, saranno adulti mai cresciuti, non colgono e non conoscono il fascino delle cose, del fatto a mano, del manuale.
Negli ultimi due mesi, i ragazzi e le ragazze del Reparto Brownsea del gruppo scout CNGEI di Albano hanno avuto l’opportunità di partecipare ai laboratori di Arti e Mestieri organizzati in collaborazione con il Comitato di Quartiere e il Centro Anziani di Pavona. Ragazzi dai dodici ai quindici anni hanno osservato e imparato tecniche di lavoro manuali e artigianali tramandate dalle mani esperte dei Più Grandi. Gabriel, il più grande dei ragazzi, mi parla con entusiasmo del laboratorio sulla creazione di cesti di vimini tenuto dal maestro Bruno Gomboli;
Gioele, quattordici anni, mi racconta del corso di saldatura con Nino il fabbro. Sapete come imbottire il sedile di una panca? I ragazzi e e le Ragazze del reparto Brownsea, sì. Dalla pittura alla lavorazione del cuoio, si è cercato di sperimentare di tutto con l’obiettivo di avviare nel proprio quartiere un progetto di inclusione sociale, proposta lanciata con un bando nazionale del CNGEI, l’associazione italiana di scautismo laico. La scelta di coinvolgere il centro anziani ed altri esterni per insegnare ai ragazzi tecniche e conoscenze pratiche sempre meno diffuse tra i giovani viene accolta con calore da tutte le parti coinvolte. Per qualcuno non si tratta di una prima volta: con il comitato di quartiere Pavona 1 il gruppo scout ha già avviato diverse attività, tra cui la manutenzione e l’utilizzo della Casetta delle Associazioni, dove una delle unità del gruppo scout ha la sede.
Franco Spigarelli, un promotore del centro anziani, marito della consigliera Augusta Grassetti, e Pierino d’Ambrogio, vice presidente, mi confidano l’entusiasmo inaspettato di questa prima collaborazione con il nostro gruppo scout, spiegandomi le motivazioni per cui è stato importante e produttivo avviare un progetto del genere: “Tramandare è importante; noi veniamo da famiglie di contadini, di artigiani: ciò che abbiamo insegnato in questi laboratori ai ragazzi per noi era quotidianità, era l’ambiente circostante, era naturale. C’è un fascino nella manualità e negli oggetti che rischiamo di perdere, e sarebbe un peccato.”
Per fortuna, insegnare non è mai una donazione a senso unico; è uno scambio, una condivisione, e le nozioni e le tecniche tramandate ai ragazzi sono ripagate con un entusiasmo e un’attenzione così inaspettati da mettere in discussione le convinzioni dei più grandi.
“Non ci aspettavamo tutta questa pazienza e tutta questa voglia di fare, di provare con le proprie mani; anche loro ci hanno insegnato qualcosa, perchè contrariamente a quanto si è soliti pensare, i giovani sanno insegnarci tantissime cose, non solo come usare il cellulare”, mi confida Franco Spigarelli sorridendo.
La conclusione dell’evento è il laboratorio di cucina, con una grande cena annessa. Quattro chef, quattro squadre di esploratori, quattro portate una più buona dell’altra per un banchetto di quaranta persone. Assisto in qualità di “giornalista” alla preparazione delle portate realizzate dagli chef -che hanno visi conosciuti ad alcuni scout, come Nonna Pina e Nonna Netta, o al centro anziani, come Paolo e Mina- e dai loro giovanissimi aiutanti, e con immenso piacere anche alla cena. Ogni boccone sa di amore ed esperienza misto a curiosità e collaborazione. La bontà dei piatti non è che il riflesso della cooperazione nata due mesi fa che ha lasciato ai ragazzi competenze originali, a volte in via d’estinzione, che non andranno perse. Si conclude così questa prima esperienza di condivisione tra il centro anziani, il comitato di quartiere e gli scout, dalla quale nasceranno sicuramente nuove collaborazioni in futuro.
Galatea

sabato 20 aprile 2019

Il campo nazionale non si può dimenticare

“Fra ci farebbe piacere se scrivessi un articolo sul Campo Nazionale, quando puoi invialo”. Questo il messaggio che, dal calore della mia Argentina, mi ha trascinato nuovamente in Italia; ammetto di aver avuto un momento di panico e di aver pensato: “Fantastico, ora cosa scrivo considerando che neanche mi ricordo come si parla italiano?”. Poi ripensandoci, ho capito che la mia paura di scrivere non era realmente legata alla lingua o ad altro: mi sono resa conto di quanto la mia vita in questi ultimi mesi sia cambiata in modo radicale e che, dopo essere salita su quel grande aereo bianco e azzurro il 23 agosto, io al Campo Nazionale non ci abbia più pensato. Credo che sia proprio ora che inizi a mettere nero su bianco i miei ricordi e le stupende esperienze vissute, che mi accorga di quanto il CN sia stata un'avventura memorabile e ricca di momenti magici. Tutte le volte che torno da un campo mi chiedono cosa abbia fatto e ogni volta, raccontando le attività, mi sembra di sminuire ciò che realmente viviamo e soprattutto ciò che proviamo;
Il CN è stato un campo pieno di attività diverse e uniche nel proprio genere ed è stato accompagnato ogni giorno, ogni ora, ogni minuto da intense emozioni dalle quali difficilmente mi dimenticherò. Non potrò mai dimenticare quanto mi sono sentita impotente, una goccia in un oceano, davanti all'enorme numero di tende e di Esplo che popolavano Vialfrè. Non potrò mai dimenticare la gioia e i sorrisi di quando ho scoperto che le mie amiche del Tecnicamp erano le anche mie vicine di sottocampo. Non potrò mai dimenticare il sapore dei cereali in scatola che ci hanno accompagnato per ben 15 giorni, anche se sarebbe meglio farlo. Non potrò mai dimenticare come, anche se sono l'antisport, mi sia potuta divertire alle Olimpiadi e in altre attività “fisiche”. Non potrò mai dimenticare il “Rido per non piangere” quando abbiamo trovato il campo completamente allagato e la tenda distrutta, il tutto risolto con un lavoro di squadra che ancora oggi mi rende orgogliosa della mia pattuglia. Non potrò mai dimenticare l’hike più faticoso di tutta la mia vita che mi ha regalato viste mozzafiato e un momento di riflessione con me stessa; lassù sono stata una cosa sola con le montagne e l’aria gelida, lassù mi sono resa conto di ciò che stavo per lasciare, andando verso l’ignoto, come Ulisse che lascia la sua Itaca. Non potrò mai dimenticare le canzoni cantate a squarciagola, cantate così forte da farci lacrimare gli occhi, così forte da farci riconoscere da tutti, così forte da riuscire a sovrastare tutto il rumore di 4500 Esploratori, così forte perché non avevamo niente da perdere se non la voce. E soprattutto non potrò mai dimenticare il mio ultimo fuoco: è stata una delle poche volte in cui abbia mostrato le mie emozioni senza vergogna, senza pensare “Io non piango, io sono quella che non piange”; iniziare a parlare e sentire le proprie parole bloccarsi in gola e poi sciogliersi insieme a lacrime sincere mi ha aperto gli occhi su quanto il CN fosse stata un’esperienza preziosa ed anche il modo migliore per concludere un’avventura e iniziarne di nuove. Parlando di avventure posso dire che ne sto vivendo e ne vivrò tante altre, ma credetemi, il Campo Nazionale non lo potrò mai dimenticare. -Francesca

giovedì 31 gennaio 2019

Frammenti di vita

Il sorriso di una ragazza vista per strada e poi mai più. 
Una frase di tua madre, un rimprovero o un elogio. 
Quel pianto per una perdita. 
Quella volta che hai visto tuo figlio ridere. 
Quel profumo. 

Momenti fermi nella memoria anche se apparentemente identici a tanti altri. Quel momento, esattamente quello, non un secondo prima o dopo. Cristallizato nell’archivio, insieme a tutti gli altri, sotto il nome Frammenti di Vita. 
Il 29 Dicembre, in un orario imprecisato del pomeriggio, ho aggiunto un Frammento alla mia collezione. Mani insaponate, parannanza verde d’ordinanza, lavapiatti aggiunto della Cambusa Ubunti e Bisunti. Campo Invernale di Sezione, tre unità più il Clan. Fa freddo, nella sala principale c’è il Branco, non stanno facendo attività. I lupetti sciamano, ridono tra loro. C’è la compagnia, appena rientrata da un escursione. Facce stanche, comunque felici. Qualcuno prende la chitarra, non ci sono adulti a sollecitare un canto. Una voce, poi la seconda, poi tutti insieme. Rover e lupetti, ragazzi e bambini, donne e uomini di domani. Un momento magico che da solo risponde alla domanda “ma chi te lo fa fare?”. Se ci sono, se ci siamo, è per momenti come questo.
Le facce rosse per lo sbalzo di temperatura, qualcuno ballava. Una canzone quasi strillata, a far tremare le mura e far indietreggiare le paure, che tutti insieme ce la facciamo. Grandi e piccoli, ragazze e bambini. Qualche adulto in disparte a godersi la scena, i sorrisi felici.

Per qualche minuto è stata gioia pura, limpida. Si poteva toccare. Io c’ero, ho visto. C’è speranza, c’è ancora speranza!
 Grazie.
Carlo
Senior

giovedì 13 dicembre 2018

La bottiglietta

Sono mesi -cinque lunghissimi mesi ormai- che traccheggio con questo richiestissimo articolo sul campo nazionale.
Si tratta di una delle esperienze più divertenti ed emozionanti della mia giovane vita, ma per qualche inspiegabile blocco dello scrittore in tutto questo tempo non sono mai riuscita ad andare oltre le sette, otto righe. Introduzioni non all’altezza di un’avventura del genere, ricordi ed emozioni non imprimibili su carta e una resa finale mi hanno totalmente scoraggiata. Ma poi, dopo cinque mesi da questa avventura, in una giornata come tante, in un rarissimo e prezioso momento di noia, mi viene voglia di guardare i video sul campo che sono stati postati su youtube tempo fa.
E, incredibile ma vero, signori, mentre ripenso nostalgica a quei momenti magici, mi arriva una notifica sul telefono. Un insolito messaggio sulla chat di instagram da parte di un profilo sconosciuto mi riporta il cuore direttamente a Vialfré: “Ehi ciao! Sono una scout del gruppo Anzio-Nettuno e aprendo le bottigliette di spirituality ho trovato il tuo nome e pensato di scriverti!” Sarebbe impossibile pretendere di spiegare con chiarezza la sopracitata attività delle bottigliette, ma vi prego, gentili lettori, di credermi quando vi dico che le emozioni scintillanti che provano i bambini piccoli davanti a una sorpresa si ripropongono occasionalmente nella vita dei più grandi e degli esseri in transizione tra l’infanzia e l’età adulta, ed è bellissimo, sempre. Perché nel ricevere questo messaggio, il mio cuore ha fatto un salto per la sorpresa: sono tornata indietro, nel momento esatto in cui, scrivendo il mio nome sul foglietto da mettere nella bottiglietta, mi chiedevo a chi -e se- sarebbe mai arrivato. Poteva essere un ragazzo, una ragazza, primo anno, quarto, capo, vice, ultimo di pattuglia, bello, simpatica, esperto di astronomia o campionessa mondiale di dama cinese. E finalmente scopro, dopo tanto tempo da questi pensieri dubbiosi, che si tratta di Aurora di Anzio-Nettuno, ultimo anno di reparto, molto carina e socievole. E dopo la sorpresa, sento la soddisfazione di chi ha trovato una (piccola) Risposta. Ed è così che decido di rimettermi al lavoro per condividere con voi lettori, scout e non, delle emozioni e delle avventure che io e altri 4500 scout abbiamo avuto l’onore di vivere. Ci sarebbe una lista infinita da fare per elencare tutto ciò che ha reso questo Campo Estivo indimenticabile. I numeri: giganteschi, immensi.
La quantità di esploratori, capi, rover ed esterni che hanno vissuto questi tredici giorni insieme è commovente. Le amicizie che si creano inevitabilmente in questo tipo di eventi: immaginate quanto può essere bello vivere con un’Italia in miniatura, tante regioni diverse in ciascun sottocampo. E visto che l’Italia non ci basta, aggiungiamo un po’ di internazionalità! Francesi, spagnoli, egiziani, inglesi, israeliani, tedeschi e polacchi. Tante lingue, tanti dialetti per rendere più colorate le nostre giornate. Immaginate che bello lo scambio di fazzolettoni e numeri di telefono di esploratori dall’altra parte del Paese, o anche fuori! Le attività: le più avventurose mai fatte, di terra e di acqua. Per esempio, non avrei mai pensato di fare rafting sul Po, in una collaborazione di esplo Roma-Napoli, farmi trascinare dalla sua corrente fredda, pagaiare senza sosta godendo di ogni singolo schizzo d’acqua sul viso. Hebertismo, pionierismo e orientamento utilizzati in modo intelligente e coinvolgente. Persino le Olimpiadi, abbiamo vissuto! Gli spettacoli serali, poi...! Tra musica, teatro e ospiti abbiamo partecipato live alla trasmissione serale dell’anno. Colonna sonora del nostro viaggio: “C’è avventura”, che ho sopportato così poco negli ultimi giorni di campo (non si ascoltava altro!) e che adesso mi piace sempre di più. E chi potrà mai sapere cosa si prova a mangiare scatolame per giorni, e finalmente a sentire il palato ringraziare con un evento culinario speciale, basato sulla condivisione delle tradizioni regionali in cucina? Noi che abbiamo vissuto il Folkorama Day, sì.
E le attività individuali per mettersi alla prova con gente nuova, la vastità di corsi proposti; per citarne solo alcuni, il laboratorio di lavorazione del rame, forgiatura di coltelli, pizza napoletana, scrittura creativa e grafica manuale del manifesto. Insomma, abbiamo imparato di tutto.
Non si può non parlare dell’hike; io auguro a tutti voi che state leggendo di Camminare almeno una volta, di farlo sul serio, di capire davvero la profondità del camminare nei boschi, faticando con lo zaino in spalla, di apprezzare la genuinità della commozione su una vista mozzafiato dall’alto di una montagna, della meraviglia del trovare la Felicità nelle piccole cose: una fonte di acqua fresca, una forma di formaggio regalata da un tuo Capo Reparto, una notte nella stalla e l’alba sui monti con una vera amica affianco.
Magia, signori, parliamo di Magia. E per rendere il tutto completo, tornati al campo, le attività di spiritualità, in cui entrare in contatto con sè stessi, in cui riflettere, commuoversi, ragionare e ritrovarsi a scrivere il proprio nome su un foglietto, da spedire a uno scout CNGEI di chissà dove. Ora, l’elencazione non è sicuramente il modo migliore per descrivere ciò che si prova a vivere un’esperienza così, ma, carissimi lettori, accontentatevi e fidatevi dell’entusiasmo di una ex-esploratrice che non finisce di emozionarsi davanti a dei bei ricordi, come la mappa di Vialfré e della nostra città di tende. Fidatevi degli aneddoti infiniti e divertenti che dei gruppetti di ragazze e ragazzi si raccontano nelle tende, la notte, per ricordare quei bei momenti. Fidatevi dello scoutismo, che è ciò che potrà raccontarvi al meglio cosa vuol dire respirare l’aria pulita di montagna. Fidatevi dello scoutismo, che saprà spiegarvi cos’è la comunità, cos’è la condivisione, cosa sono i valori. Fidatevi di me, quando vi dico che sono stata una dei 4500 fortunati che hanno vissuto il CN 2018 in prima persona. 
 Galatea

giovedì 26 aprile 2018

Albano in...fiore 2018!

Primavera: i fiori, le rondini, tanti colori, polline ovunque, gli insetti, l’umore oscillante, le giornate più lunghe, l’adorabile alternarsi del caldo torrido con le ultime piogge; l’impercettibile differenza tra allegria ed allergia. Ma con la primavera arrivano anche le belle iniziative, le collaborazioni, la voglia di organizzare qualcosa con la gente per la gente. E per il terzo anno consecutivo, noi scout CNGEI di Ariccia e Albano siamo stati lieti di aver partecipato all’evento Albano in Fiore, in collaborazione con l’associazione “XV miglio”. 
 L’obiettivo del XV miglio è proprio quello di offrire ai visitatori eventi in grado di esaltare la bellezza del nostro territorio e sinergie tra le imprese che possono valorizzarlo. Anche quest’anno, l’evento si rivela un successo. Ne è la prova la partecipazione numerosissima in entrambe le giornate, sabato e domenica 14 e 15 aprile. La distesa immensa di fiori, piante, anfore, piccolo artigianato che attraversa Villa Doria è stata percorsa da centinaia di piedi diversi. Quelli piccoli e veloci dei bambini, quelli dei genitori. Ho incontrato molti miei coetanei con i loro amici, signori e signore di età e città diverse e mi rendo conto di quanto sia bello organizzare qualcosa che intrattenga e incuriosisca un target così vasto di gente. Ed è bello quanto frenetico far parte dell’organizzazione!
Come scout, abbiamo deciso di contribuire con delle attività che rappresentassero il nostro stile di vita; il contatto con la Natura, la bellezza e il divertimento racchiusi nella semplicità, saper giocare e divertirsi anche senza l’uso delle nuove tecnologie. Per questo abbiamo gestito l’area ludica della manifestazione, organizzando un percorso con giochi di strada come il lancio ai barattoli, “schiaccia la noce”, tiro con gli anelli ed un percorso ad ostacoli con dei piccoli trampoli. Abbiamo fatto scoprire alcuni dei nostri giochi tipici, come “galletti”, “coccodrilli” e “scalpo” a bambini che probabilmente non pensavano di potersi divertire con così poco. Per i più grandi, un laboratorio per mostrare come creare del sapone con ingredienti naturali e di riciclo. Alcuni rover hanno tenuto un laboratorio di stampa serigrafica, la tecnica con cui hanno personalizzato e decorato borse e magliette. E visto che i fiori ci rendono irrazionalmente felici, i più piccoli hanno realizzato le bombe di semi secondo il metodo Fukuoka (botanico e filosofo giapponese), per invadere la città con una coloratissima esplosione di fiori.
Ce ne sono state di cose da fare, e anche quest’anno siamo tornati a casa dopo una bellissima esperienza, soddisfatti del nostro servizio per cercare di “lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato”.
Galatea
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lunedì 3 aprile 2017

PerCorso Senior – febbraio 2017

… da dove cominciare per descrivere tutte le emozioni legate al primo PerCorso Senior della sezione? E’ difficile e sono parecchi giorni che ci penso, le cose da dire sono talmente tante che ogni volta che provo a riepilogarle mentalmente… ce n’è sempre una nuova! Anche il posto è stato magico: il casale Cip Ciop di Giovanna ed Enzo, immerso nella campagna e nella serenità, con il grande tavolo della cucina e tutte le chiacchiere intorno a colazione… per non parlare di quelle serali e notturne sui letti a castello… che mi hanno fatto ritornare adolescente in pochi secondi… e, sopra a tutto, la coinvolgente veglia d’armi!

… ma andiamo con ordine! 
Ho trovato da dove cominciare: da quel foglietto con l’impronta di lupo con le mie aspettative scritte dietro, che, secondo il metodo scout, avevamo compilato prima di partire, nel nostro primo incontro al Rifugio Boden Powell di Pavona. 

Mi aspettavo “Conoscenza”. Ne abbiamo apprese molte di informazioni, sia teoriche che pratiche. I nostri capi e senior sono stati bravissimi, sono riusciti a strutturare un PerCorso, che in 2 giorni ci ha fornito una immersione completa nel mondo scout. Abbiamo appreso tutti (e dico tutti) i nomi e le sigle dell’organigramma , abbiamo cantato i ban e fatto i giochi (non senza imbarazzo e scetticismo per noi senior di primo pelo), Giovanni ed Attilio ci hanno raccontato storie e tradizioni ricche di commozione e, sopra a tutto, abbiamo vissuto la vita delle branche, ridendo come matti al grido ‘chiurla’ urlato sottovoce. 

“Condivisione dell’esperienza dei miei figli”. Abbiamo capito quanto l’attività scout non sia solo un gioco, ma quanto in realtà educhi i ragazzi alla vita, al sapersi mettere in gioco, al fare una analisi e discutere le proprie idee, a condividere e rispettare gli altri. Oltre ad essere piena di emozioni, la prima su tutte la camminata serale che abbiamo fatto, riproducendo un compito del reparto, chiacchierando, discutendo, ragionando e… fermandoci in silenzio e con il fiato sospeso al sorgere di una luna piena, che resterà per sempre nei nostri ricordi. 

“Sentirmi parte di un gruppo”. Non è facile alla nostra età di senior abbastanza adulti ritrovare con facilità la capacità di sentirci parte di un gruppo. Siamo abituati a vivere le nostre vite movimentate ma sui binari un po’ rigidi della quotidianità lavorativa e familiare. Tuttavia siamo stati in grado di sentirci vicini, di rispettare i tempi e le ragioni reciproche, di ridere e scherzare, e soprattutto di condividere un obiettivo, consapevoli che quello che stavamo vivendo è solo l’inizio, entusiasti ma anche un po’ spaventati, non sapendo bene cosa ci aspetta, ma sereni perché parte di un gruppo, che ci darà l’energia per affrontare il futuro: il nascente Clan della sezione di Ariccia. 

“Rendermi utile”. Approfondendo la legge scout ed i valori della promessa abbiamo capito come questo impegno che stiamo prendendo, avviato un po’ per caso (anche se in realtà Daniele non lascia mai niente al caso) ed un po’ scherzando, chiacchierando sotto gli ulivi nella giornata di chiusura dell’anno scout 2015-16 o pensando alla braciolata, sul pullman di ritorno dal campo estivo, sia in realtà un impegno serio, fondato sulla volontà di servire, inteso come rendersi utile al servizio per i ragazzi… e questo ci ha un po’ preoccupati, proprio perché quei binari della quotidianità non lasciano molto spazio, ma qui ci è venuta in aiuto la promessa: farò del mio meglio, non importa se sarà poco o sarà tanto, l’importante è che sia del mio meglio! 

Infine ecco la “Promessa”. Preceduta da una veglia d’armi ‘mistica’, nella nebbia e nel buio del giardino del casale, con una candelina a farci luce, immersi nel silenzio, ritrovando il piacere del meditare, dell’approfondire, del sognare e fantasticare. Abbiamo dimostrato una grande serietà, sia chi orgoglioso ha indossato il suo fazzolettone, sia chi si è messo in discussione, concedendosi più tempo perché consapevole dell’impegno che avrebbe preso. 

Bene! Le aspettative dell’impronta del lupo sono state tutte centrate, torniamo a casa stanchi (e qui capiamo perché i nostri ragazzi sono così stanchi al rientro), emozionati, uniti e pronti per la nuova avventura del Clan. 

Grazie ai nostri capi ed ai vecchi senior che hanno organizzato il primo PerCorso della sezione di Ariccia. 

Alessandra
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venerdì 30 dicembre 2016

100 per cento Lupetti CNGEI

È Domenica ma la mia sveglia suona comunque alle 06.30…si va in caccia!!! Questa volta però non dovrò svegliare i mie figli, questa volta in caccia ci vado io, io insieme al mio branco. Una caccia speciale, importante ed emozionate. Arrivo alla stazione e già trovo dei lupetti, assonnati ma puntuali; ci vogliono pochi minuti e tutti sono lì, pronti anche loro per questo evento, incontreranno altri 400 lupetti tutti insieme per festeggiare 100 anni di lupettismo e per rinnovare la loro promessa. Ci siamo, salutiamo in fretta tutti i genitori e saliamo sul treno, il viaggio è veloce: i Lupetti chiacchierano spensierati tra loro, noi VVLL definimo le ultime cose, ci organizziamo per come è meglio spostarci in modo di avere sempre la situazione sotto controllo, soprattutto in metropolitana, nonostante i miei timori di mamma arriviamo a destinazione senza alcun intoppo.
Piazza del Popolo si apre ai nostri occhi in tutto il suo speldore, alcuni Branchi sono già arrivati e mentre mi guardo intorno Akela chiama cerchio: facciamo alcuni ban, dice due parole ai lupi e li avvisa che da li a poco avrei fatto la promessa e così mi ritrovo davanti al nostro commissario Attilio. 
PROMETTO, ONORE, DOVERE, DEL MIO MEGLIO Non c'è molto tempo, ci mettiamo in cerchio con tutti gli altri branchi, il grande urlo e si inizia a giocare insieme, ci ritroviamo catapultati nei vicoli di Nuova Delhi, tra ardue scelte ed imprevisti dobbiamo arrivare dal sindaco dove Kim ed Elisabeth proprio oggi riceveranno una fantastica onoreficenca per il loro importante contributo al servizio del museo della città! ma purtroppo il tempo stringe e si torna in cerchio, è il momento del rinnovo della promessa! Ancora tutti insieme, il presidente nazionale, i commissari regionali e nazionali, il capo scout, la muta nazionale e un rappresentante della Agesci, con un po'di rammarico però ci rendiamo conto che di tutte le amministrazioni comunali invitate , nessuna di esse ha preso parte a questo momento così importante per lo scautismo! Ma noi ci siamo e siamo in tanti, orgogliosi più che mai di essere lì! I lupetti cominciano ad avere fame e dopo aver cantato tutti "intorno alla rupe"sono liberi di mangiare. Si rientra, stesso percorso in metro e poi in treno, alcuni di loro sono stanchi altri non smettono di parlare, la giornata giunge al termine. Mentre sono in macchina sulla via del ritorno mi scopro sorridente e piena di entusiasmo. Appena apro la porta di casa il tepore mi avvolge e proprio in quel momento mi rendo conto di essere infreddolita e forse un po'stanca, dentro casa i miei figli mi aspettano curiosi di sapere com'è andata, Francesca con i suoi occhietti da "Lince Deteminata" mi chiede: "Allora, hai fatto la promessa?" La guardo e dalla mia bocca esce un timido si, lei sorride compiaciuta, Andrea invece non dice nulla mi da un bacio accompagnato da un caloroso abbraccio, è il suo modo per dirmi che è orgoglioso di me. Nella mia testa un veloce resoconto: Gioia, impegno, gioco, responsabilità, spensieratezza, aria aperta, condivisione, amicizia, stima, tensione e consapevolezza che tutto questo mi rende felice.....felice della mia scelta scout! 
Mysa

giovedì 12 novembre 2015

FONTANA IN FESTA!

Messi nuovamente alla prova dal meteo, anche questa volta abbiamo dato il meglio di noi. La festa si sarebbe dovuta tenere il sabato, ma la pioggia incessante non sembrava essere d'accordo. E poi si sa, a noi scout, queste sfide, questi cambiamenti all'ultimo momento, piacciono!
E così, l'11 ottobre 2015 si é svolta la prima edizione di "Fontana in Festa"!
Bene, si comincia ad organizzare, a mezzogiorno, con un po' di tensione: deve andare tutto perfettamente. Cominciamo a lavorare, montiamo stand, cartelloni, palloncini con cui cerchiamo di fare composizioni artistiche. C'é chi corre da una parte e chi corre dall'altra, ma ció che é sicuro é che tutti corrono. C'é tanto da fare, e le 16:30 arrivano velocemente. Cominciano ad arrivare i primi bambini; non sono molti, e quasi tutti del branco. Ma forse siamo troppo impazienti, perché basta aspettare una mezz'ora che i bambini, ospiti principali dell'evento, arrivano a fiumi. Magari non sono tantissimi, ma vogliono giocare e ripetono i giochi più volte. Sicuramente c'é tanto movimento: tante manine cercano di agguantare il fazzolettone, giocando a "scalpo", c' é chi sfida se stesso nel percorso a ostacoli, bambini che cercano ad ogni costo di abbattere torri di barattoli o di trovare il punto esatto dove attaccare la coda del serpente Kaa.
E i colori, i colori sono bellissimi. Il verde Sapone del Bianconiglio, i colori accesi di Formespazio ed il giallo caldo e invitante del miele dell' ApePita. Le bancarelle, la pesca, gli stand ed i bambini, giacchetti colorati e camicie verdi, fazzolettoni rossi, dolci color dolce, le nuvole rosa del tramonto e poi il blu immenso della notte e le luci del concerto.
Una giornata si conclude, una festa finisce.  Siamo stanchi, perché anche giocare stanca. Lo stesso B.P. consigliava di giocare e non stare a guardare, perche buttarsi, fare del proprio meglio per divertirsi e divertire è la cosa migliore.
Al prossimo anno, Fontana in Festa!
Galatea Ptg Pantere
FontanaInFesta 11 10 15

venerdì 4 settembre 2015

"Legature"

1978 
“Ma a che servono le legature?” 
Guardavo perplesso il caporeparto, tenendo in mano un pezzo di corda con la quale avrei dovuto legare due pezzi di legno. In sede, preparandoci alla prima uscita nella quale avremmo dovuto testare le nostre nuove competenze di pioneristica. Accanto a me Alessandro, l’uniforme troppo piccola per il suo fisico invadente. Appena più in la Marco, il capo squadriglia, ci osservava divertito. 
La mia risposta fu la più semplice possibile. “Le legature servono a tenere insieme due filagne”. Il tono era quello dell’ovvieta’. 
“Servono a legare anime, tonto!” 
Continuai a guardarlo perplesso. 

1991 
Ero abbastanza nervoso. In fondo era il mio primo campo da Caporeparto e c’era da montare un sacco di cose. Tende, tavoli, alzabandiera. E io sono sempre stato un pessimo pioniere. Contavo su dei ragazzi in gamba, Massimo, Paolo, Giacomo... e sull’esperienza di Enzo che mi sembrava per nulla nervoso. 
“Ma a che servono le legature?” 
 La domanda mi colse di sorpresa, come in flashback mi rividi esploratore, con l’uniforme di diverso colore intento a costruire qualcosa. “Servono a far stare in piedi un tavolo. Considerando che staremo qui dieci giorni sarà meglio che le facciamo bene!” . Ma non ero troppo convinto di aver dato la risposta giusta. 

2015 
Altipiano della Renga. 
Quando arriviamo ci fermiamo a guardare da lontano il campo. Le uniformi si confondono con il colore dei prati, un filo di fumo si alza da un braciere. Si intravede Daniele, il caporeparto, che ci ha invitato a passare una giornata con loro. Da genitori, per vivere una piccola parte dell’esperienza dei nostri ragazzi. 
Appena arrivato montiamo le nostre tendine, 5 minuti per tirare su un igloo. Un piccolo campo, siamo parecchi. Poi scopriamo di dover costruire il nostro angolo, ci aspettano filagne e cordini. Qualcuno di noi ha un po’ di esperienza e supplisce alla mia scarsa vena pioneristica. Mauro e Tiziana hanno mani veloci e sicure, lentamente mi ricordo come si fa una legatura quadra. Tiziana mi suggerisce “strozzala, ora”. Mi giro. Non è più Tiziana, è Valeria, Aquile Roma3 dei primi anni 90, Cieli Aperti Orizzonti Lontani il loro grido. Mauro è diventato Marco, il mio caposquadriglia in uniforme cachi, e io imparo di nuovo, facendo. Se mi giro vedo facce antiche tra i nuovi amici. 
Ecco a che servono le legature. A legare anime, anno dopo anno, a tenerle insieme. 
Carlo M.



lunedì 22 giugno 2015

Giornata di chiusura...La conclusione di un anno emozionante!


Solo una volta trasferiti in sede ho avuto tempo per questa riflessione: la pioggia sarebbe stata la conclusione perfetta per quest'anno. Prima, tra gli affari della Ptg. Pantere, per convincere i Gufi-ciclisti ad acquistare una delle nostre saponette, non immaginavo che anche oggi avrebbe piovuto; quando il resto del Reparto, il Branco e i genitori ci hanno raggiunto a Collepardo il cielo ha iniziato ad annuvolarsi. Ma è stata l' epica frase: "Iniziate ad accendere il fuoco" che ha scatenato il diluvio. Un diluvio piuttosto breve, ma sufficiente per farci scappare verso la sede di Fontana di Papa. Nel campetto vicino la sede, genitori, Branco, Reparto, Compagnia, Senior e Capi (alcuni dei quali ospiti provenienti da altri gruppi) si sono riuniti in Quadrato. 
E' stato lì, mentre Daniele illustrava il programma della giornata, che ho iniziato ad immergermi nei ricordi. Ho pensato ai momenti più belli delle uscite, ho sorriso pensando ad un' Arianna sconvolta che annunciava il crollo della nostra tenda sotto la pioggia. Ho sentito i brividi ricordandomi del freddo che a Jenne ci impediva di articolare le dita, e di come lavare le pentole fu un problema. Ho sospirato pensando all'attività sotto la pioggia con l'Ariccia 1 AGESCI. Riflettendoci, il sole è stato fin troppo forte solo durante la camminata chilometrica ad Aprile, mentre al CRB è uscito solo alla fine. Insomma, il maltempo oggi doveva esserci. Quante avventure abbiamo passato! è stato un anno importante per il nostro gruppo, che è cresciuto molto. E sono dell'idea che con il tempo sempre a nostro favore non sarebbe stato così avventuroso e divertente. 
Dopo il quadrato e l'alzabandiera, tutti sul buffet! Tra pizza, salsicce e  pasta fredda, il clima è migliorato notevolmente. Branco e Reparto hanno giocato ad un nuovo gioco inventato proprio dal nostro Branco Mowha, e con un voga abbiamo concluso l'attività.
Fortunatamente il quadrato era numeroso, e il voga durato molto: ho quindi avuto il tempo di vivere nuovamente tutti i ricordi che piovevano all'improvviso nella mia testa. 
-Voooo...
Il mio primo canto scout, il falco. 
-...ooo...
La soddisfazione del primo calendario venduto.
-...ooo...
Una promessa sotto la neve.
-...ooo...
Strofe improvvisate accompagante dagli accordi di chitarra e da mille risate.
-ooooga!
La conclusione di un anno emozionante.
Galatea
Pattuglia Pantere
Specialità Giornalismo!!
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martedì 27 marzo 2012

Pattuglia Brownsea...un vivaio di esploratori!!!

Appuntamento ore 16.30 in sede per caricare il materiale nelle macchine. Destinazione Colle dell’Acero. Gli aspiranti esploratori sono pronti per la loro prima uscita in tenda. È ora di mettere in pratica gli assaggi delle tecniche di scouting apprese al boschetto della Selvotta. Muniti di tende, teloni, accetta, sega, pentole e con gli zaini in spalla, raggiungiamo il posto. Prima cosa da fare è montare le tende, impresa non da poco!
Dopo aver fatto un bel po’ di legna e preparato il punto fuoco, siamo pronti per la cena, ci attende un ottimo brodo di tortellini e, a seguire, salsicce allo spiedo. 
Rifocillati e scaldati si parte con il fuoco serale. A dar via al tutto è il canto "Kamaludu", un celebre canto di richiamo al fuoco. 
Iniziamo con qualche ban per poi passare ad un gioco: I nostri explò debbono combattere contro degli alieni che hanno lasciato armi sparse per il campo, loro obiettivo è raccogliere tutte queste armi senza essere presi dal raggio di luce degli alieni.

venerdì 21 ottobre 2011

La Verde Avventura sempre piu'...avventura!

sento nel cuore la voglia di rischiare...

E' iniziato da pochi giorni il nuovo anno scout, il secondo per il nostro gruppo ed il Branco che l'anno scorso era formato da soli 15 valorosi lupi quest'anno ne conta 35 !

Un exploit che farebbe tremare le gambe a chiunque pensando che questo vuol dire raddoppiare l'impegno profuso l'anno scorso e che vi assicuriamo, non e' stato poco, ma che non spaventa i nostri incredibili capi che gia' sono proiettati a settembre del 2012 quando usciranno dal branco i primi lupi anziani e si aprira' il reparto!

A.A.A. Scout coraggiosi cercasi!

E gia' proprio cosi' noi siamo pronti, e voi?

Quest'anno il nostro Gruppo sta pensando ad una proposta che crediamo interessante...
Cerchiamo ragazzi di 11 – 13 anni che vogliono provare lo scoutismo per proporre loro 4/5 incontri per assaggiare cosa vuol dire essere scout. Abbiamo intenzione di proporre a voi ragazzi un week end in tenda per sperimentare tecniche, giochi ed avventure, parlare di noi e di voi davanti ad un fuoco di bivacco, mangiare e dormire immersi nella natura. Non lasciatevi scappare l'occasione di vivere con noi questa verde avventura!

Se vi piace l'idea, se vi sentite pronti per una proposta cosi, noi vi aspettiamo!!