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mercoledì 23 dicembre 2020

“Passo dopo passo"

“Mancano 35 giorni alla Festa”

“Come 35? Oggi è il 23 Dicembre, antivigilia!”

“Beh, il 29 Gennaio, tra 35 giorni, celebreremo un’altra festa. Esattamente il nostro decimo compleanno”


Con il primo incontro di una quindicina di bambini alla loro prima esperienza di scautismo, il 29 gennaio 2011 si dava avvio ufficialmente al gruppo scout laico del CNGEI sul territorio di Ariccia. Un progetto ambizioso nato nell’estate precedente dalla volontà di due capi che provenivano da un’altra associazione e che si vedevano pienamente rappresentati dai valori del CNGEI. Senza una sede, senza ragazzi, senza il numero sufficiente di adulti per iniziare, ma con tanta, tantissima voglia di intraprendere questa nuova avventura per far crescere lo scautismo laico ai Castelli Romani. Il primo di una lunga serie di passi.

Il progetto, battezzato subito “la Verde Avventura” con un chiaro richiamo al colore dell’uniforme associativa e alle attività scout a contatto con la natura, prendeva vita sotto una buona stella. Da subito gli scout del CNGEI di Ariccia, inizialmente sostenuti dalla Sezione CNGEI di Roma e censiti come Roma-14, si sono fatti conoscere, avviando moltissime collaborazioni con le associazioni locali e con l’amministrazione. I numeri sia dei soci che degli enti a supporto del progetto sono rapidamente cresciuti. Nel dicembre 2013, dopo soli tre anni dall’apertura, il gruppo riusciva a camminare con le proprie gambe, staccandosi dalla Sezione di Roma e costituendo la Sezione di Ariccia. Un altro piccolo passo era stato fatto e sempre più strada veniva percorsa. 
Certo non sono mancati tratti in salita, cadute lungo la strada o momenti di stasi, ma gli scout della verde avventura non si sono mai arresi. Far crescere un albero richiede tempo.  I Lupetti si sono fatti Esploratori prima e Rover poi, nuovi capi si sono affiancati ai fondatori della sezione, tanti piccoli passi, uno dopo l’altro. Finalmente nel 2020, in occasione della riforma del terzo settore che ha permesso all’associazione di rimettere mano agli statuti, siamo riusciti ad inserire una modifica che ci ha permesso di cambiare il nome da Sezione di Ariccia a Sezione dei Colli Albani. Un nome nuovo che meglio ci rappresenta e che meglio consente di identificarci in un territorio esteso e frazionato come quello dove la sezione opera, che va da Marino a Genzano passando per Albano, Castel Gandolfo, Ariccia e Rocca di Papa. Oggi ci affacciamo al nuovo anno, quello del decennale, con circa 100 soci tra adulti e ragazzi, con nuovi capi formati ed in formazione, una lunga lista d’attesa di bambini e ragazzi che hanno fatto domanda di iscriversi e con il progetto per l’apertura di un secondo branco, che costituirà, speriamo, il seme per l'avvio di un secondo gruppo. Ci prepariamo insieme a compiere di nuovo un passo in avanti.

Alcuni di quei Lupetti di dieci anni fa, qualcuno tra gli esploratori della prima ora, oggi si prepara a diventare a sua volta capo di altri bambini e ragazzi. Un trapasso nozioni a ciclo continuo che non ha fine. Il cucciolo d'uomo che si è presentato davanti la tana di Babbo Lupo e Mamma Lupo sulle gambe tremolanti adesso si è fatto uomo. Nuova linfa scorre nella foglia di quercia scelta 10 anni fa come logo. Passo dopo passo, tra i mille colori che il cammino ci riserva, prosegue questa magica verde avventura verso nuove orizzonti. 


“...guardate lontano, e anche quando credete di star guardando lontano, guardate ancora più lontano!” (Baden Powell)


Da parte di tutta la rinnovata Sezione dei Colli Albani , tanti auguri di Buone Feste!


lunedì 22 aprile 2019

Laboratori Arti e Mestieri

Sulle nuove generazioni se ne sentono di tutti colori: i giovani d’oggi hanno perso ogni abilità manuale, sono sommersi dalla tecnologia, non hanno rispetto per gli anziani, saranno adulti mai cresciuti, non colgono e non conoscono il fascino delle cose, del fatto a mano, del manuale.
Negli ultimi due mesi, i ragazzi e le ragazze del Reparto Brownsea del gruppo scout CNGEI di Albano hanno avuto l’opportunità di partecipare ai laboratori di Arti e Mestieri organizzati in collaborazione con il Comitato di Quartiere e il Centro Anziani di Pavona. Ragazzi dai dodici ai quindici anni hanno osservato e imparato tecniche di lavoro manuali e artigianali tramandate dalle mani esperte dei Più Grandi. Gabriel, il più grande dei ragazzi, mi parla con entusiasmo del laboratorio sulla creazione di cesti di vimini tenuto dal maestro Bruno Gomboli;
Gioele, quattordici anni, mi racconta del corso di saldatura con Nino il fabbro. Sapete come imbottire il sedile di una panca? I ragazzi e e le Ragazze del reparto Brownsea, sì. Dalla pittura alla lavorazione del cuoio, si è cercato di sperimentare di tutto con l’obiettivo di avviare nel proprio quartiere un progetto di inclusione sociale, proposta lanciata con un bando nazionale del CNGEI, l’associazione italiana di scautismo laico. La scelta di coinvolgere il centro anziani ed altri esterni per insegnare ai ragazzi tecniche e conoscenze pratiche sempre meno diffuse tra i giovani viene accolta con calore da tutte le parti coinvolte. Per qualcuno non si tratta di una prima volta: con il comitato di quartiere Pavona 1 il gruppo scout ha già avviato diverse attività, tra cui la manutenzione e l’utilizzo della Casetta delle Associazioni, dove una delle unità del gruppo scout ha la sede.
Franco Spigarelli, un promotore del centro anziani, marito della consigliera Augusta Grassetti, e Pierino d’Ambrogio, vice presidente, mi confidano l’entusiasmo inaspettato di questa prima collaborazione con il nostro gruppo scout, spiegandomi le motivazioni per cui è stato importante e produttivo avviare un progetto del genere: “Tramandare è importante; noi veniamo da famiglie di contadini, di artigiani: ciò che abbiamo insegnato in questi laboratori ai ragazzi per noi era quotidianità, era l’ambiente circostante, era naturale. C’è un fascino nella manualità e negli oggetti che rischiamo di perdere, e sarebbe un peccato.”
Per fortuna, insegnare non è mai una donazione a senso unico; è uno scambio, una condivisione, e le nozioni e le tecniche tramandate ai ragazzi sono ripagate con un entusiasmo e un’attenzione così inaspettati da mettere in discussione le convinzioni dei più grandi.
“Non ci aspettavamo tutta questa pazienza e tutta questa voglia di fare, di provare con le proprie mani; anche loro ci hanno insegnato qualcosa, perchè contrariamente a quanto si è soliti pensare, i giovani sanno insegnarci tantissime cose, non solo come usare il cellulare”, mi confida Franco Spigarelli sorridendo.
La conclusione dell’evento è il laboratorio di cucina, con una grande cena annessa. Quattro chef, quattro squadre di esploratori, quattro portate una più buona dell’altra per un banchetto di quaranta persone. Assisto in qualità di “giornalista” alla preparazione delle portate realizzate dagli chef -che hanno visi conosciuti ad alcuni scout, come Nonna Pina e Nonna Netta, o al centro anziani, come Paolo e Mina- e dai loro giovanissimi aiutanti, e con immenso piacere anche alla cena. Ogni boccone sa di amore ed esperienza misto a curiosità e collaborazione. La bontà dei piatti non è che il riflesso della cooperazione nata due mesi fa che ha lasciato ai ragazzi competenze originali, a volte in via d’estinzione, che non andranno perse. Si conclude così questa prima esperienza di condivisione tra il centro anziani, il comitato di quartiere e gli scout, dalla quale nasceranno sicuramente nuove collaborazioni in futuro.
Galatea

sabato 20 aprile 2019

Il campo nazionale non si può dimenticare

“Fra ci farebbe piacere se scrivessi un articolo sul Campo Nazionale, quando puoi invialo”. Questo il messaggio che, dal calore della mia Argentina, mi ha trascinato nuovamente in Italia; ammetto di aver avuto un momento di panico e di aver pensato: “Fantastico, ora cosa scrivo considerando che neanche mi ricordo come si parla italiano?”. Poi ripensandoci, ho capito che la mia paura di scrivere non era realmente legata alla lingua o ad altro: mi sono resa conto di quanto la mia vita in questi ultimi mesi sia cambiata in modo radicale e che, dopo essere salita su quel grande aereo bianco e azzurro il 23 agosto, io al Campo Nazionale non ci abbia più pensato. Credo che sia proprio ora che inizi a mettere nero su bianco i miei ricordi e le stupende esperienze vissute, che mi accorga di quanto il CN sia stata un'avventura memorabile e ricca di momenti magici. Tutte le volte che torno da un campo mi chiedono cosa abbia fatto e ogni volta, raccontando le attività, mi sembra di sminuire ciò che realmente viviamo e soprattutto ciò che proviamo;
Il CN è stato un campo pieno di attività diverse e uniche nel proprio genere ed è stato accompagnato ogni giorno, ogni ora, ogni minuto da intense emozioni dalle quali difficilmente mi dimenticherò. Non potrò mai dimenticare quanto mi sono sentita impotente, una goccia in un oceano, davanti all'enorme numero di tende e di Esplo che popolavano Vialfrè. Non potrò mai dimenticare la gioia e i sorrisi di quando ho scoperto che le mie amiche del Tecnicamp erano le anche mie vicine di sottocampo. Non potrò mai dimenticare il sapore dei cereali in scatola che ci hanno accompagnato per ben 15 giorni, anche se sarebbe meglio farlo. Non potrò mai dimenticare come, anche se sono l'antisport, mi sia potuta divertire alle Olimpiadi e in altre attività “fisiche”. Non potrò mai dimenticare il “Rido per non piangere” quando abbiamo trovato il campo completamente allagato e la tenda distrutta, il tutto risolto con un lavoro di squadra che ancora oggi mi rende orgogliosa della mia pattuglia. Non potrò mai dimenticare l’hike più faticoso di tutta la mia vita che mi ha regalato viste mozzafiato e un momento di riflessione con me stessa; lassù sono stata una cosa sola con le montagne e l’aria gelida, lassù mi sono resa conto di ciò che stavo per lasciare, andando verso l’ignoto, come Ulisse che lascia la sua Itaca. Non potrò mai dimenticare le canzoni cantate a squarciagola, cantate così forte da farci lacrimare gli occhi, così forte da farci riconoscere da tutti, così forte da riuscire a sovrastare tutto il rumore di 4500 Esploratori, così forte perché non avevamo niente da perdere se non la voce. E soprattutto non potrò mai dimenticare il mio ultimo fuoco: è stata una delle poche volte in cui abbia mostrato le mie emozioni senza vergogna, senza pensare “Io non piango, io sono quella che non piange”; iniziare a parlare e sentire le proprie parole bloccarsi in gola e poi sciogliersi insieme a lacrime sincere mi ha aperto gli occhi su quanto il CN fosse stata un’esperienza preziosa ed anche il modo migliore per concludere un’avventura e iniziarne di nuove. Parlando di avventure posso dire che ne sto vivendo e ne vivrò tante altre, ma credetemi, il Campo Nazionale non lo potrò mai dimenticare. -Francesca

giovedì 13 dicembre 2018

La bottiglietta

Sono mesi -cinque lunghissimi mesi ormai- che traccheggio con questo richiestissimo articolo sul campo nazionale.
Si tratta di una delle esperienze più divertenti ed emozionanti della mia giovane vita, ma per qualche inspiegabile blocco dello scrittore in tutto questo tempo non sono mai riuscita ad andare oltre le sette, otto righe. Introduzioni non all’altezza di un’avventura del genere, ricordi ed emozioni non imprimibili su carta e una resa finale mi hanno totalmente scoraggiata. Ma poi, dopo cinque mesi da questa avventura, in una giornata come tante, in un rarissimo e prezioso momento di noia, mi viene voglia di guardare i video sul campo che sono stati postati su youtube tempo fa.
E, incredibile ma vero, signori, mentre ripenso nostalgica a quei momenti magici, mi arriva una notifica sul telefono. Un insolito messaggio sulla chat di instagram da parte di un profilo sconosciuto mi riporta il cuore direttamente a Vialfré: “Ehi ciao! Sono una scout del gruppo Anzio-Nettuno e aprendo le bottigliette di spirituality ho trovato il tuo nome e pensato di scriverti!” Sarebbe impossibile pretendere di spiegare con chiarezza la sopracitata attività delle bottigliette, ma vi prego, gentili lettori, di credermi quando vi dico che le emozioni scintillanti che provano i bambini piccoli davanti a una sorpresa si ripropongono occasionalmente nella vita dei più grandi e degli esseri in transizione tra l’infanzia e l’età adulta, ed è bellissimo, sempre. Perché nel ricevere questo messaggio, il mio cuore ha fatto un salto per la sorpresa: sono tornata indietro, nel momento esatto in cui, scrivendo il mio nome sul foglietto da mettere nella bottiglietta, mi chiedevo a chi -e se- sarebbe mai arrivato. Poteva essere un ragazzo, una ragazza, primo anno, quarto, capo, vice, ultimo di pattuglia, bello, simpatica, esperto di astronomia o campionessa mondiale di dama cinese. E finalmente scopro, dopo tanto tempo da questi pensieri dubbiosi, che si tratta di Aurora di Anzio-Nettuno, ultimo anno di reparto, molto carina e socievole. E dopo la sorpresa, sento la soddisfazione di chi ha trovato una (piccola) Risposta. Ed è così che decido di rimettermi al lavoro per condividere con voi lettori, scout e non, delle emozioni e delle avventure che io e altri 4500 scout abbiamo avuto l’onore di vivere. Ci sarebbe una lista infinita da fare per elencare tutto ciò che ha reso questo Campo Estivo indimenticabile. I numeri: giganteschi, immensi.
La quantità di esploratori, capi, rover ed esterni che hanno vissuto questi tredici giorni insieme è commovente. Le amicizie che si creano inevitabilmente in questo tipo di eventi: immaginate quanto può essere bello vivere con un’Italia in miniatura, tante regioni diverse in ciascun sottocampo. E visto che l’Italia non ci basta, aggiungiamo un po’ di internazionalità! Francesi, spagnoli, egiziani, inglesi, israeliani, tedeschi e polacchi. Tante lingue, tanti dialetti per rendere più colorate le nostre giornate. Immaginate che bello lo scambio di fazzolettoni e numeri di telefono di esploratori dall’altra parte del Paese, o anche fuori! Le attività: le più avventurose mai fatte, di terra e di acqua. Per esempio, non avrei mai pensato di fare rafting sul Po, in una collaborazione di esplo Roma-Napoli, farmi trascinare dalla sua corrente fredda, pagaiare senza sosta godendo di ogni singolo schizzo d’acqua sul viso. Hebertismo, pionierismo e orientamento utilizzati in modo intelligente e coinvolgente. Persino le Olimpiadi, abbiamo vissuto! Gli spettacoli serali, poi...! Tra musica, teatro e ospiti abbiamo partecipato live alla trasmissione serale dell’anno. Colonna sonora del nostro viaggio: “C’è avventura”, che ho sopportato così poco negli ultimi giorni di campo (non si ascoltava altro!) e che adesso mi piace sempre di più. E chi potrà mai sapere cosa si prova a mangiare scatolame per giorni, e finalmente a sentire il palato ringraziare con un evento culinario speciale, basato sulla condivisione delle tradizioni regionali in cucina? Noi che abbiamo vissuto il Folkorama Day, sì.
E le attività individuali per mettersi alla prova con gente nuova, la vastità di corsi proposti; per citarne solo alcuni, il laboratorio di lavorazione del rame, forgiatura di coltelli, pizza napoletana, scrittura creativa e grafica manuale del manifesto. Insomma, abbiamo imparato di tutto.
Non si può non parlare dell’hike; io auguro a tutti voi che state leggendo di Camminare almeno una volta, di farlo sul serio, di capire davvero la profondità del camminare nei boschi, faticando con lo zaino in spalla, di apprezzare la genuinità della commozione su una vista mozzafiato dall’alto di una montagna, della meraviglia del trovare la Felicità nelle piccole cose: una fonte di acqua fresca, una forma di formaggio regalata da un tuo Capo Reparto, una notte nella stalla e l’alba sui monti con una vera amica affianco.
Magia, signori, parliamo di Magia. E per rendere il tutto completo, tornati al campo, le attività di spiritualità, in cui entrare in contatto con sè stessi, in cui riflettere, commuoversi, ragionare e ritrovarsi a scrivere il proprio nome su un foglietto, da spedire a uno scout CNGEI di chissà dove. Ora, l’elencazione non è sicuramente il modo migliore per descrivere ciò che si prova a vivere un’esperienza così, ma, carissimi lettori, accontentatevi e fidatevi dell’entusiasmo di una ex-esploratrice che non finisce di emozionarsi davanti a dei bei ricordi, come la mappa di Vialfré e della nostra città di tende. Fidatevi degli aneddoti infiniti e divertenti che dei gruppetti di ragazze e ragazzi si raccontano nelle tende, la notte, per ricordare quei bei momenti. Fidatevi dello scoutismo, che è ciò che potrà raccontarvi al meglio cosa vuol dire respirare l’aria pulita di montagna. Fidatevi dello scoutismo, che saprà spiegarvi cos’è la comunità, cos’è la condivisione, cosa sono i valori. Fidatevi di me, quando vi dico che sono stata una dei 4500 fortunati che hanno vissuto il CN 2018 in prima persona. 
 Galatea

lunedì 26 novembre 2018

Ma tu, AI BOYSCAUT, accendi il fuoco con le pietre?

Ciao a tutti! Comincio con un saluto perché ci sono talmente tante cose che vorrei raccontare che non so proprio da che parte cominciare. Forse sarebbe meglio partire dall'inizio, voi che dite? Io sono Flavia, sono nuova, vengo da un gruppo AGESCI ed ho fatto già un anno di reparto. Ho poi deciso di prendere un'altra strada, ho coinvolto dei miei amici ed eccomi qui! Credo di parlare a nome di tutti se dico che questa uscita appena passata è stata davvero indescrivibile, naturalmente in senso positivo. Sabato pomeriggio siamo partiti da Genzano, dal palazzetto dello sport e siamo arrivati a Lanuvio, al Ciampacavallo. La camminata non è stata esagerata come quella dell'uscita precedente ed è stata piacevole.
Il posto è bello, ci ero già stata più volte. Appena arrivati ci siamo messi all'opera e abbiamo montato le tende mentre altri facevano legna, anche se non ce n'era moltissima.
L'ambientazione dell'uscita era “Isola nel Triangolo delle Bermuda”. Dovevamo partire per andare a Santo Domingo, ma poi l'aereo, attraversando una tempesta, è uscito dalla rotta, è entrato in avaria ed è precipitato in mare dividendosi a metà.  Ci siamo ritrovati come naufraghi su un'isola deserta. A quanto pare, sull'isola non eravamo soli e dovevamo spiegare agli individui che la abitavano che eravamo brave persone utilizzando il linguaggio delle immagini.
Ogni pattuglia ha reso l'idea nel modo che credeva più corretto. Successivamente noi nuovi dell' AGESCI abbiamo ricevuto i fazzolettoni e ci siamo sentiti finalmente parte del gruppo.
Durante la cena abbiamo scoperto che l'isola era effettivamente popolata da un altro individuo. Era un naufrago come noi, capitato sull’isola anni fa durante una regata in braca a vela. Matteo sarà un nuovo capo dello staff. Ho notato che molti dei “più anziani” lo conoscevano già, altri come me si sono limitati a sorridere. Durante il fuoco serale Matteo ci ha fatto conoscere diverse cose davvero interessanti su B.P. e di quando si trovava a Mafeking per la guerra.
Al fuoco serale dovevamo anche portare qualcosa che ricordasse l'avventura che avevamo vissuto fino a quel momento cambiando il testo di una canzone e cose simili. Noi Tigri abbiamo modificato le parole della canzone del campo nazionale ed è venuta benissimo! Abbiamo fatto anche dei giochi di Kim (quelli dei 5 sensi).
Alla fine del fuoco abbiamo fatto una staffetta con una candela (uno camminava con una candela accesa in mano facendo attenzione a non farla spegnere. Se si spegneva si doveva ricominciare da capo) e poi siamo andati a dormire.
La mattina seguente, dopo la ginnastica e la colazione, abbiamo imparato nuove tecniche per accendere il fuoco, utilizzando anche l'acciarino medievale, così quando mi chiederanno “Ma tu AI BOY SCOUT  accendi il fuoco con le pietre?” risponderò di sì.


Purtroppo noi Tigri non siamo state proprio il top ad accendere il fuoco, ma in compenso alla gara di cucina che abbiamo fatto subito dopo sì.
Ogni pattuglia doveva cucinare un piatto a base di pesce e noi abbiamo scelto l'orata al cartoccio. Sarà stata la fame ma era buonissima!
Dopo circa una mezz'oretta di tempo libero, in cui abbiamo smontato le tende e lavato le pentole, abbiamo giocato a palla avvelenata, un gioco in cui io sono particolarmente negata, come del resto in tutti quanti i giochi di squadra.
Alla fine della riunione i capi pattuglia hanno fatto la promessa da capi.
E' stata davvero una bella esperienza.
In fondo però lo scoutismo è questo: fare delle esperienze tutti insieme che si ricordano per tutta la vita.


Flavia T. - Pattuglia Tigri




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giovedì 26 aprile 2018

Albano in...fiore 2018!

Primavera: i fiori, le rondini, tanti colori, polline ovunque, gli insetti, l’umore oscillante, le giornate più lunghe, l’adorabile alternarsi del caldo torrido con le ultime piogge; l’impercettibile differenza tra allegria ed allergia. Ma con la primavera arrivano anche le belle iniziative, le collaborazioni, la voglia di organizzare qualcosa con la gente per la gente. E per il terzo anno consecutivo, noi scout CNGEI di Ariccia e Albano siamo stati lieti di aver partecipato all’evento Albano in Fiore, in collaborazione con l’associazione “XV miglio”. 
 L’obiettivo del XV miglio è proprio quello di offrire ai visitatori eventi in grado di esaltare la bellezza del nostro territorio e sinergie tra le imprese che possono valorizzarlo. Anche quest’anno, l’evento si rivela un successo. Ne è la prova la partecipazione numerosissima in entrambe le giornate, sabato e domenica 14 e 15 aprile. La distesa immensa di fiori, piante, anfore, piccolo artigianato che attraversa Villa Doria è stata percorsa da centinaia di piedi diversi. Quelli piccoli e veloci dei bambini, quelli dei genitori. Ho incontrato molti miei coetanei con i loro amici, signori e signore di età e città diverse e mi rendo conto di quanto sia bello organizzare qualcosa che intrattenga e incuriosisca un target così vasto di gente. Ed è bello quanto frenetico far parte dell’organizzazione!
Come scout, abbiamo deciso di contribuire con delle attività che rappresentassero il nostro stile di vita; il contatto con la Natura, la bellezza e il divertimento racchiusi nella semplicità, saper giocare e divertirsi anche senza l’uso delle nuove tecnologie. Per questo abbiamo gestito l’area ludica della manifestazione, organizzando un percorso con giochi di strada come il lancio ai barattoli, “schiaccia la noce”, tiro con gli anelli ed un percorso ad ostacoli con dei piccoli trampoli. Abbiamo fatto scoprire alcuni dei nostri giochi tipici, come “galletti”, “coccodrilli” e “scalpo” a bambini che probabilmente non pensavano di potersi divertire con così poco. Per i più grandi, un laboratorio per mostrare come creare del sapone con ingredienti naturali e di riciclo. Alcuni rover hanno tenuto un laboratorio di stampa serigrafica, la tecnica con cui hanno personalizzato e decorato borse e magliette. E visto che i fiori ci rendono irrazionalmente felici, i più piccoli hanno realizzato le bombe di semi secondo il metodo Fukuoka (botanico e filosofo giapponese), per invadere la città con una coloratissima esplosione di fiori.
Ce ne sono state di cose da fare, e anche quest’anno siamo tornati a casa dopo una bellissima esperienza, soddisfatti del nostro servizio per cercare di “lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato”.
Galatea
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lunedì 23 aprile 2018

Giornata mondiale della terra 2018

22 Aprile 2018, Giornata mondiale della terra. Quale giorno migliore per concludere con il nostro branco Mowha l' attività sull'educazione all'ambiente??? E allora tutti pronti, la caccia inizia presto e vede subito le nostre lupette e i nostri lupetti impegnati nella straordinaria iniziativa promossa dall'amministrazione comunale "puliamo Ariccia".
Siamo felici di condividere questo momento insieme ad alcuni membri dell'amministrazione stessa, alcuni genitori, volontari e fratelli scout dell'Assorider. 
I lupi muniti di guanti, bastoncini e buste sono felici ed entusiati di rendersi utili e di mettere in pratica quello che è un motto fondamentale per tutti i fratelli scout: "lasciamo un mondo migliore di come lo abbiamo trovato"!!!!!
Dopo circa due ore salutiamo e andiamo avanti, abbiamo un altro appuntamento importante! Raggiungiamo il parchetto di Ariccia ed è il nomento di una storia; una storia che parla di re, principesse draghi e cavalieri e sono felice di constatare che nonostante alcuni di loro conoscessero gia questa leggenda, tutti si mostrano particolarmente interessati e assolutamente felici di aiutare San Giorgio a sconfiggere il drago e portare in salvo la principessa e tutti i cittadini della città di Silene.... 
A piedi ci dirigiamo presso i giardini dei padri Somaschi, i lupi sono stanchi e affamati, il cuore di noi VVLL si riempie sempre di gioia quando li vediamo mangiare e giocare spensierati in mezzo ai prati!
A questo punto un altro impegno, il duca di Bakersville chiede ancora una volta aiuto ad Agata e a tutti gli studenti dell'accademia Holmes per costruire un sistema di difesa che tenga protetto il bulbo di fresia! E allora si da sfogo a tutta la loro creatività, alle loro abilita' manuali e al loro ingegno! La nostra caccia giunge al termine, torniamo a casa stanchi, un po' sporchi ma con molte prede cacciate!!! 
Tra noi VVLL un rapido confronto su come è andata la giornata, felici anche noi, forse più dei nostri lupetti, ed è questa la conferma per noi che ne vale proprio la pena!!!

Kaa

sabato 17 giugno 2017

Chiusura anno scout

Domenica 11 giugno si è svolta la consueta giornata di chiusura delle attività dell'anno.
In realtà di consueto e di abituale c'è stato ben poco... domenica abbiamo festeggiato la chiusura di un altro anno di attività del nostro gruppo, il settimo, in maniera davvero speciale decidendo di cogliere la richiesta di collaborazione giunta dal comitato feste di Pavona, per la Festa di Fine anno scolastico a Villa Contarini, realizzata dal comune di Albano Laziale e dall' Assessorato Pubblica Istruzione nella persona di Alessandra Zeppieri.
È stata una giornata frenetica e partecipata da diverse associazioni che hanno intrattenuto le moltissime famiglie giunte per l'occasione, offrendo gratuitamente attività di svago e ricreative, dagli scacchi, alla scuola di giocoleria, passando per lo yoga e la musica.
Una grande festa riuscita sotto ogni aspetto, caratterizzata da una molteplicità di colori, suoni e risate.
La macchina organizzativa è stata grande e siamo fieri di poter dire di aver fatto anche noi scout la nostra parte con grande soddisfazione, grande umiltà e spirito di servizio.
Talmente convinti dell'importanza dell' evento che abbiamo deciso di sponsorizzare la manifestazione utilizzando gran parte dell'autofinanziamento fatto durante l'anno per regalare a tutti i bambini, tra le altre attività organizzate, un maxi gonfiabile foresta che ha riscosso un grande successo tra tutti i bambini e le famiglie presenti.
Ma dopo i ringraziamenti ufficiali ascoltati, letti e rilanciati su tutti i principali canali di comunicazione, ci sembra doveroso riportare l'attenzione su chi ha offerto il proprio aiuto gratuitamente, rimanendo nell'ombra.
Stiamo parlando di un vero e proprio esercito di scout che, forse troppo nascosti o forse perfettamente integrati nel parco di Villa Contarini, come si confà d'altra parte agli scout, hanno organizzato giochi, tornei, percorsi Herbert per grandi e piccoli, concludendo poi la giornata con una grande caccia al tesoro che ha visto la partecipazione di oltre 80 bambini alle prese con indovinelli, codice Morse e prove di abilità e attenzione.
In pieno spirito di fratellanza scout e collaborazione, gli scout del CNGEI di Albano -Ariccia e quelli dell'AGESCI di Pavona hanno fatto divertire centinaia di bambini. Tutti i giochi sono stati gestiti dai ragazzi dei due gruppi: ragazzi dai 13 ai 20 anni che si sono divertiti facendo divertire altri bambini.
Quindi un grazie speciale va a tutte le esploratrici e le guide, agli esploratori, alle scolte e ai rover che domenica hanno fatto la loro buona azione. Bravi ragazzi siete stati magnifici! Il vostro lavoro è stato fondamentale! Un esempio di umiltà e dedizione che merita la giusta attenzione e il dovuto riconoscimento.
Un altro grande ringraziamento va a tutti gli educatori scout che hanno svolto il loro servizio agli stands e ai punti ristoro sparsi nella villa e che hanno dato il loro contributo per l'allestimento prima dell'evento e per la pulizia e ripristino del parco dopo.
Noi scout del CNGEI di Ariccia-Albano ringraziamo infine il gruppo scout AGESCI di Pavona per la magnifica giornata trascorsa insieme e per l'aiuto che ci hanno fornito nella fase di chiusura e pulizia del nostro campo.
Ci auguriamo fortemente che questa sia solo l'inizio di una ricca collaborazione tra le due associazioni scout locali che, seppur diverse, perseguono lo stesso obiettivo: la formazione di buoni cittadini attraverso i principi dello scoutismo mondiale.
Grazie a tutti e..alla prossima caccia!
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venerdì 6 gennaio 2017

Eravamo ragazzi ancora, con il tempo aperto davanti...

Dal 27 al 30 dicembre si è svolto il campo invernale di gruppo al "Casale la Nocerqua". E' stata un'esperienza magnifica!

BRANCO MOWHA
In viaggio con Kim ed Elisabeth

L’avventura è stato il filo conduttore di queste vacanze di branco invernali, che hanno visto il Branco Mowha raggiungere il Reparto di Ariccia presso il Casale della Nocerqua, a Capranica. I Lupetti hanno seguito gli amici Kim ed Elisabeth (che già avevano condiviso con loro le celebrazioni del centenario del lupettismo) verso la loro ultima avventura prima della meritatissima pensione. Un mare di “prime volte” per molti dei lupetti: il primo viaggio in treno, le prime VDB, le prime notti lontano dai genitori… un viaggio giocoso, spensierato ma non superficiale, per cominciare a superare alcuni piccoli limiti. Per i più grandicelli è stata invece occasione per sperimentarsi in un ruolo nuovo, quello dei più maturi e responsabili, di coloro che, una volta tanto, hanno avuto l’opportunità di creare le regole del gioco. Tre giornate intense, stancanti ma di una bellezza folgorante, in cui con l’immaginazione abbiamo viaggiato tra rovine, giungle, vecchie stazioni ed antichi templi in rovina, con l’occasione unica di condividere qualche momento assieme ai “fratelloni” più grandi di Reparto e Compagnia. 
Tre giornate talmente uniche da farci chiedere, appena tornati: “quando saranno le prossime?”
Akela
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REPARTO BROWNSEA
Eppur c'eravamo!
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COMPAGNIA GHILGAMESH
Oltre lo specchio...
Cinque zaini, dieci scarponi, tre treni e la voglia di camminare. Sono questi gli ingredienti per il campo invernale della Compagnia Gilgamesh in trasferta a Capranica!
Questa volta non abbiamo montato le nostre piccole tende ne “invaso” un rifugio della forestale, questa volta abbiamo dormito al caldo nelle accoglienti stanze del casale Mezzetti. Il nostro obbiettivo era un altro: dovevamo conoscerci! Non che già non ci conoscessimo ma dovevamo ( e dobbiamo) andare più in profondità; dovevamo fare un po’ di strada insieme, sentire il sentiero che passa sotto i nostri scarponi e cercare di scorgere la meta aldilà della collina. Il nostro obbiettivo era creare un legame che si fondi sulla consapevolezza che ci sarà sempre un sorriso sulle nostre labbra anche quando chi guida la camminata ci fa percorrere chilometri in più; sulla certezza che rallenteremo il passo se vediamo qualcuno che arranca; sulla ferma convinzione che condividere la fatica sia il modo migliore per alleviarla! C’era, però, anche altro da fare! Dovevamo conoscere noi stessi, ognuno per se; scoprire i propri limiti e cercare il modo di superarli. Dovevamo guardarci allo specchio per riconoscere i nostri lati negativi e quelli positivi. Dovevamo capire che una compagnia matura e compatta ha le sue radici nell’autonomia dei propri componenti. Penso che ci siamo riusciti! 
Gabriele
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KAMBUSA
Cambusa pronta? Pronta. "Seitan. Seitan!"
Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza i nostri fantastici cambusieri! Grazie siete stati meravigliosi!
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 Siamo una squadra fortissimi!