domenica 6 settembre 2015

Estate Rover 2015

Quest'anno la compagnia dell'Ariccia 1 Gilgamesh, ha passato la sua prima estate rover, in compagnia della compagnia Araba Fenice del gruppo Anzio-Nettuno, dopo mesi di attività insieme. 
Partiti tutti alla volta di Sorrento il 22 Luglio,inizia una mattinata di Cotral su rotaie(treni), Cotral su rotaie campane(circumvesuviana) ed infine Cotral su rotaie sotterranee(metro), durante la quale ad ognuno viene affidato un altro membro da aiutare più del normale, segreto, come attività. Eccoci finalmente arrivati alla sede che ci avrebbe ospitato. Là ci siamo riposati, visitato il paese al volo, abbiamo cenato, e dopo un gioco notturno siamo andati a dormire, non prima di aver fatto la verifica giornaliera, tra lamentele causate dal ripetuto utilizzo del Cotral in tutte le sue forme. Il giorno dopo, una gita al mare dopo una passeggiata ha fatto dimenticare a tutti le noie del viaggio per arrivarci, e, tra bagni e giochi a carte, si è passata una buona giornata, che ha preso un buon numero di voti positivi alla verifica, anche grazie all'attività notturna, in cui ognuno si è aperto agli altri, per conoscersi più profondamente. La mattina dopo giù a rifare gli zaini,per partire alla volta di Amalfi, altro giro di Cotral ed eccoci in città. Vista la nuova sede e posato le nostre cose, ci siamo diretti in spiaggia ed arrivata la sera siamo passati al gioco ideato da alcuni ragazzi, che ha riscosso un enorme successo, ed ecco un'altra giornata dal voto positivo. Il giorno seguente eccoci partire alla volta del Sentiero degli Dei, per un hike che si è rivelato insidioso per molti, e sicuramente sbagliare strada e farlo al contrario non è stato d'aiuto! Ma alla fine ce l'abbiamo fatta,ed eccoci ad Agerola, paese sui monti, dal quale tramite il leggendario Cotral siamo tornati ad Amalfi, per un secondo giro di mare, il primo non ce lo ricordavamo bene, meglio rinfrescarci la memoria. E niente di meglio per chiudere la giornata in bellezza che un'ottima pizza tutti insieme,prima di andare a dormire! Andata anche questa giornata, via di nuovo a fare gli zaini per la meta finale del campo,
ossia il bene confiscato "Selva Lacandona"a Chiaiano, Napoli, a due passi da Scampia, per tentare di dare il nostro contributo alla lotta alla camorra perpetuata da Libera(naturalmente tutto ciò DOPO il mare, perché l'adagio"Prima il dovere e poi il piacere"è ormai antiquato, diciamocelo). Dopo un'altra giornata di Cotral e amici, siamo arrivati nel pomeriggio ed abbiamo montato le tende, ma solo dopo aver conosciuto gli altri venuti ad aiutare: un enorme gruppo di gente di Bari ed un ragazzo di Napoli, con cui abbiamo passato le giornate successive.
Ma prima di andare a dormire, ecco che Ciro, un membro di Libera, ci racconta la storia della sua associazione e di questo bene dove stavamo per iniziare a lavorare, dei problemi, delle paure provate, ma anche, soprattutto, del coraggio di affrontarle ed andare avanti. Eccoci allora al primo giorno di lavoro, chi al pescheto, chi al recinto e chi in cucina, a dare ognuno la sua mano, conoscendo gli altri che erano con noi. Arrivato il pomeriggio siamo andati a Scampia a sentire la testimonianza di una signora, e di come avesse combattuto a modo suo la camorra per tanti anni, insieme a Libera. Salutata l'energica donna, ci siamo diretti a Scampia per visitare una piccola scuola pomeridiana per ragazzi delle elementari/medie, in una vela. L'esperienza è stata toccante, e ci ha fornito una chiara visione della situazione del posto. Tornati abbiamo cenato e riflettendo su ciò che avevamo fatto ed appreso, ecco che arriva l'ora di dormire. Passa un'altra mattinata di lavoro tra roncole e decespugliatori ed arrivata l'ora di pranzo, ci riposiamo un po'prima di sentire altre testimonianze, una ragazza la cui madre fu vittima innocente di mafia, un uomo che gestiva una casa famiglia, ed un signore che aveva combattuto con successo contro la creazione di una discarica. In quel pomeriggio capimmo quanto il problema della camorra sia ampio e tocchi tutti, sotto aspetti che potevamo non immaginare. Ceniamo con queste riflessioni ancora in mente, ma poi è ora di riposarsi per ricaricare le energie.


Arriva quindi il penultimo giorno di campo, ci dirigiamo tutti a Napoli per vedere la città, vediamo Piazza del Plebiscito e poi ci dirigiamo ad un castello sul mare, che(aimé!) era in orario di chiusura, e ci siamo dovuti accontentare di vederne le mura. Quindi cena in città in un ristorante noto al buon Ciro, e ci si dirige di nuovo verso il campo, e a causa di alcuni disguidi col Cotral del campo eccoci a camminare diretti verso il bene. La sera mentre si verifica ecco che molte pentole a pressione scoppiano: molti hanno rilevato problemi e fastidi, tra membri del nostro gruppo ed altri, ed all'improvviso il caos si impadronisce dell'attività, abbattendo in molti casi il voto dato alla giornata. L'ultimo giorno abbiamo pulito il campo, perché la sera ci sarebbe stata una grande festa con tanto di discorso del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. La festa è passata in un attimo, tra un bicchiere di vino prodotto nel bene e qualche ballo di gruppo. Ecco che la mattina dopo abbiamo di nuovo gli zaini in spalla, e prendiamo l'ennesima serie di Cotral per tornare a Nettuno, dove tutto è iniziato, rivelando i vari custodi tra lo stupore di certi e le previsioni azzeccate di altri. Alla fine del campo, ci guardiamo indietro e considerandolo nel suo insieme, è andato alla grande! Forse fare prima il lavoro e poi il riposo avrebbe aiutato, ma in ogni caso è stata un'esperienza fantastica, su questo tutti sono d'accordo!
Valerio
Rover Compagnia Gilgamesh 

venerdì 4 settembre 2015

"Legature"

1978 
“Ma a che servono le legature?” 
Guardavo perplesso il caporeparto, tenendo in mano un pezzo di corda con la quale avrei dovuto legare due pezzi di legno. In sede, preparandoci alla prima uscita nella quale avremmo dovuto testare le nostre nuove competenze di pioneristica. Accanto a me Alessandro, l’uniforme troppo piccola per il suo fisico invadente. Appena più in la Marco, il capo squadriglia, ci osservava divertito. 
La mia risposta fu la più semplice possibile. “Le legature servono a tenere insieme due filagne”. Il tono era quello dell’ovvieta’. 
“Servono a legare anime, tonto!” 
Continuai a guardarlo perplesso. 

1991 
Ero abbastanza nervoso. In fondo era il mio primo campo da Caporeparto e c’era da montare un sacco di cose. Tende, tavoli, alzabandiera. E io sono sempre stato un pessimo pioniere. Contavo su dei ragazzi in gamba, Massimo, Paolo, Giacomo... e sull’esperienza di Enzo che mi sembrava per nulla nervoso. 
“Ma a che servono le legature?” 
 La domanda mi colse di sorpresa, come in flashback mi rividi esploratore, con l’uniforme di diverso colore intento a costruire qualcosa. “Servono a far stare in piedi un tavolo. Considerando che staremo qui dieci giorni sarà meglio che le facciamo bene!” . Ma non ero troppo convinto di aver dato la risposta giusta. 

2015 
Altipiano della Renga. 
Quando arriviamo ci fermiamo a guardare da lontano il campo. Le uniformi si confondono con il colore dei prati, un filo di fumo si alza da un braciere. Si intravede Daniele, il caporeparto, che ci ha invitato a passare una giornata con loro. Da genitori, per vivere una piccola parte dell’esperienza dei nostri ragazzi. 
Appena arrivato montiamo le nostre tendine, 5 minuti per tirare su un igloo. Un piccolo campo, siamo parecchi. Poi scopriamo di dover costruire il nostro angolo, ci aspettano filagne e cordini. Qualcuno di noi ha un po’ di esperienza e supplisce alla mia scarsa vena pioneristica. Mauro e Tiziana hanno mani veloci e sicure, lentamente mi ricordo come si fa una legatura quadra. Tiziana mi suggerisce “strozzala, ora”. Mi giro. Non è più Tiziana, è Valeria, Aquile Roma3 dei primi anni 90, Cieli Aperti Orizzonti Lontani il loro grido. Mauro è diventato Marco, il mio caposquadriglia in uniforme cachi, e io imparo di nuovo, facendo. Se mi giro vedo facce antiche tra i nuovi amici. 
Ecco a che servono le legature. A legare anime, anno dopo anno, a tenerle insieme. 
Carlo M.



giovedì 20 agosto 2015

10 Buoni Consigli per un Campo di Reparto Perfetto

Per tutti gli esploratori ed esploratrici, scouts di tutti i tipi e non-scouts di ogni genere, ecco 10 consigli per un campo estivo perfetto. Essendo questo l’evento più importante e atteso dell’anno, è importante provare a renderlo perfetto.
1)      SCEGLIERE LA LOCATION MIGLIORE. Cercate il luogo più tranquillo e naturale possibile. La Valle di Cesavolpe in Abruzzo, per esempio, è ideale, anche se il passaggio dei ‘fungaioli’ può non essere gradito. Per la progettazione del campo, può essere apprezzata la scelta di un tema, ad esempio “Indiani d’America”, trasformando le ptg. in tribù: Falchi = Seminole, Tigri = Apache, Gufi = Sioux, Pantere = Irochesi. Ricordarsi delle maschere, i costumi sono fondamentali.
2)      MANTENERE UN BUON CLIMA. In ptg. e nel reparto, è consigliabile sforzarsi di andare d’accordo per mantenere la tranquillità e collaborare; evitate che litigi e incomprensioni disturbino l’attività. Consigliamo, a tal proposito, di non prendere esempio dal Reparto Ariccia 1 durante le gare di cucina. Anche se competitività e piccole discussioni alzano la tensione quanto basta e rendono la gara, dal punto di vista dei Capi, più divertente e interessante.
3)      FARE TANTO MOVIMENTO. Per smaltire le colazioni gestite autonomamente con nutella e marmellata, è importante la ginnastica mattutina, corsetta inclusa. Fondamentali i nuovi giochi come Palla Davide ed i bans, in particolare “Laurenzia”, tanto gradito dall’ Affascinante Attilio, per mettere in moto le gambe spezzando legamenti e ossa delle ginocchia. Fantastici i percorsi hebert se a progettarli sono Margherita, Giacomo e Davide.
4)       CANTARE E BANSARE. I canti sono sempre graditi, specialmente quando c’è bisogno di alleggerire la situazione. Non c’è niente di più bello di una canzone cantata in tanti, anche stonandola o interrompendola con le note di una risata. I bans sono un ottimo esercizio: riscaldano l’atmosfera e sono sempre divertenti. Se personalizzati possono risultare ancora migliori. Attenzione: c’è il pericolo che diventino tormentoni (Yatta CastOro!) e se viene  scritto un canto particolarmente apprezzato (Agneeeese nella notte…) potrebbe uscire fuori sempre ed in qualunque situazione.
5)      APRIRSI ALLE NOVITÀ. Che si tratti di nuovi esploratori invitati eccezionalmente al Campo come Tommaso, oppure di nuove entusiasmanti avventure all’aperto come l’hike di reparto, che suscita sempre emozioni fortissime. Si consiglia ai ragazzi in hike di esprimersi nel modo corretto, senza falsi allarmi. I cavalli a cento metri di distanza non sono da considerare un’emergenza.
6)      STARE ATTENTI IN CUCINA. Evitate di usare stracci al posto delle presine: non riparano dal calore e Francesca lo sa bene. Tenete alta la concentrazione nelle gare di cucina anche quando i genitori, della Tribù dei Piedi Neri, vengono a stuzzicare i propri figli. Se siete dei genitori, sappiate che ciò non è divertente.
7)      PULIRE LE TENDE. Siate preparati ad ogni ispezione. Tranquilli: ci sarà sempre qualcosa di sbagliato che i vostri capi noteranno e vi faranno notare, ma cercate di limitare al massimo. Sconsigliato l’affumicatoio per calzini sopra ai forni; terribilmente sconsigliato lasciare resti di cibo nella tenda. Se vi nominano “Ptg. Porcelle” o se non permettono al resto del reparto di assistere alla vostra ispezione, non siete sulla strada giusta.
8)      ASCOLTARE IL CAPO REPARTO. Ovviamente questa regola è traducibile con “assecondare il Capo Reparto”. Rispettatelo e fatelo sentire una Presenza Superiore, poi divertitevi come vi pare, senza esagerare con le prese in giro. Questa regola non rispetta forse esattamente quello che il Grande B.P. avrebbe voluto ma, se il vostro obbiettivo è un campo equilibrato, saprete creare situazioni divertenti, senza esagerare.
9)      CONCLUDERE CON UNA PROVA DEI TOTEM. I totem o nomi di caccia sono solo per i coraggiosi. Le risate non mancano quando bisogna affrontare prove assurde per sentirsi chiamare “Lemure Illuminato” o “Tritone Orgoglioso”.  L’impasto di marmellata, caffè, miele, pepe o quello che c’era dentro, potrebbe causare effetti collaterali ma ne vale la pena.
10)  RENDERE MAGICO OGNI MOMENTO. Questo consiglio è diversamente utile, perché seguendo i consigli precedenti la cosa verrà spontanea. Non si può avere un ricordo noioso nemmeno dell’attività meno divertente. È l’atmosfera che conferisce ad ogni fuoco, ad ogni errore, ad ogni esperienza aggiunta alla personale collezione di uno scout, un qualcosa di emozionante. È la magia del Campo Estivo che fa sì che questo succeda. Questa magia è come l’effetto di una fotocamera, un filtro che faccia vedere tutto con occhi diversi. Il vero consiglio, quindi, è godersi il Campo in tutto e per tutto, rendendo magico ogni ricordo. Il reparto di Ariccia 1 è stato eccellente in questo.
Galatea, ptg Pantere