giovedì 12 novembre 2015

APERTURA ANNO 2015-2016

15:35, è chiaro che non c'è nessuno, 15:45, dai non agitarti adesso arrivano, alle 16:00, nello spiazzo sotto Collpardo, non arrivava ancora nessuno e lì mi è venuto  il dubbio di aver sbagliato posto e sono stata in ansia fino a quando non è arrivato  Mario appena uscito dagli allenamenti con una faccia stravolta.
Per terzo si è fatto vivo il nostro super caporeparto con al seguito i miei fantastici amici esploratori.
Quando siamo stati tutti ci siamo incamminati  su per la salita non senza difficoltà e quando siamo arrivati alla meta , prima di montare le tende, ci siamo bevuti mezza borraccia, poi via con le tende: per la prima volta le Pantere avevano tutti i picchetti e i Gufi ne chiesero un paio.
Dopo esserci costruiti la casa più bella del mondo il consiglio di reparto è stato convocato e noialtri abbiamo ricevuto un compito importante: analizzare e modificare un "Giuoco dell'oca" risalente al paleolitico, il lavoro non era una passeggiata considerando che con il CNGEI degli anni 2000 aveva poco a che fare, alla fine è stato fatto, più o meno.
Ma bando alle ciance, è ora di cena, i compiti sarebbero stati così suddivisi: io e Giulia alla postazione spaghetti, Alessandro,Galatea e Riccardo postazione fuoco e tutto il resto del reparto avrebbe fatto la legna o si sarebbe occupato delle deliziose cene di ptg.
Io e Giulia abbiamo cominciato a pelare l'aglio e abbiamo messo, a parere di Daniele, troppo olio, invece non siamo state generose con il peperoncino, arma letale se sai insinua in una pellicina alzata, come alla fine è successo. Appena l'acqua ha cominciato a bollire abbiamo messo gli spaghetti di riso, in realtà ne abbiamo scordati 400 grammi ma non è stato un problema perché Luigi, arrivato alle 20:00, stranamente non aveva fame e così la maggior parte della pattuglia .
Il vero momento significativo,però non è stata la cena ma l'attesissimo  (da entrambe le parti) passaggio di Andrea: tutti riuniti intorno al fuoco sono stati fatti riaffiorare ricordi del percorso di quest'ultimo, essendo già piuttosto tardi, Andrea ha fatto un giro a salutare tutti e si è avviato verso una nuova avventura  con lo zaino sulle spalle e un regalo di noi repartari sotto il braccio.
Dopo il canto siamo andati tutti a dormire, in realtà abbiamo provato perché qualcuno è venuto a svegliarci dicendo che dopo due ore ci sarebbe stata l'eclissi. 
"Al chiaror del mattin, al chiaror del mattin..." Da una parte mi mancava questa sveglia piena di significato ma dall'altra un fischio non sarebbe stato sgradito. Ecco che si riparte con la corsa, in realtà siamo ripartiti solo gli ultimi metri ma è già tanto,secondo alcuni. 
Dopo la colazione, il lavaggio (più o meno) ed esserci vestiti abbiamo creato il ponte di Leonardo per accogliere i "piedi teneri".
Sono arrivati, silenziosi e forse leggermente intimiditi, accolti da un super kit contenente lo stretto necessario e da un ciocchetto d buttare nel fuoco... Ed eccoli divisi nelle ptg maschili a mangiare beatamente hamburger. Secondo me si divertiranno ho pensato mentre smontavo la tenda con Galatea ma il pranzo mi ha distolto dai miei pensieri e in un batter d'occhio ci ritroviamo a chiudere quella preziosa tenda dentro la sacca e a guardare arrivare i genitori invitati per un caffè con i capi.
Eravamo tutti sdraiati sul prato quando sono arrivate le Tigri che ci hanno detto di organizzare una partita a roverino, io e Margherita abbiamo preparato il campo ma prima di giocare ce ne è voluto di tempo perché molti non erano d'accordo sulla scelta del gioco. Alla fine si è giocata la partita e siamo stati tutti richiamati per il quadrato di sezione. È stato fatto l'alzabandiera e il grido di compagnia... Eravamo tutti pronti a fare il nostro super grido di reparto quando il branco comincia il loro lasciandoci molto delusi. A noi repartari sono state date alcune informazioni e ci siamo liberati facendo questo grido che finalmente è riuscito bene e ci rappresenta come reparto. 
Dopo queste comunicazioni ognuno ha preso lo zaino ed è tornato verso le macchine... Continuo a rimanere stupita di quanto possa essere stupendamente bella questa avventura che abbiamo tutti intrapreso e che sono veramente felice di averla intrapresa con questo reparto sempre sorridente (forse non sempre)e non potrei desiderare altro.
      Francesca Ptg Pantere

domenica 6 settembre 2015

Estate Rover 2015

Quest'anno la compagnia dell'Ariccia 1 Gilgamesh, ha passato la sua prima estate rover, in compagnia della compagnia Araba Fenice del gruppo Anzio-Nettuno, dopo mesi di attività insieme. 
Partiti tutti alla volta di Sorrento il 22 Luglio,inizia una mattinata di Cotral su rotaie(treni), Cotral su rotaie campane(circumvesuviana) ed infine Cotral su rotaie sotterranee(metro), durante la quale ad ognuno viene affidato un altro membro da aiutare più del normale, segreto, come attività. Eccoci finalmente arrivati alla sede che ci avrebbe ospitato. Là ci siamo riposati, visitato il paese al volo, abbiamo cenato, e dopo un gioco notturno siamo andati a dormire, non prima di aver fatto la verifica giornaliera, tra lamentele causate dal ripetuto utilizzo del Cotral in tutte le sue forme. Il giorno dopo, una gita al mare dopo una passeggiata ha fatto dimenticare a tutti le noie del viaggio per arrivarci, e, tra bagni e giochi a carte, si è passata una buona giornata, che ha preso un buon numero di voti positivi alla verifica, anche grazie all'attività notturna, in cui ognuno si è aperto agli altri, per conoscersi più profondamente. La mattina dopo giù a rifare gli zaini,per partire alla volta di Amalfi, altro giro di Cotral ed eccoci in città. Vista la nuova sede e posato le nostre cose, ci siamo diretti in spiaggia ed arrivata la sera siamo passati al gioco ideato da alcuni ragazzi, che ha riscosso un enorme successo, ed ecco un'altra giornata dal voto positivo. Il giorno seguente eccoci partire alla volta del Sentiero degli Dei, per un hike che si è rivelato insidioso per molti, e sicuramente sbagliare strada e farlo al contrario non è stato d'aiuto! Ma alla fine ce l'abbiamo fatta,ed eccoci ad Agerola, paese sui monti, dal quale tramite il leggendario Cotral siamo tornati ad Amalfi, per un secondo giro di mare, il primo non ce lo ricordavamo bene, meglio rinfrescarci la memoria. E niente di meglio per chiudere la giornata in bellezza che un'ottima pizza tutti insieme,prima di andare a dormire! Andata anche questa giornata, via di nuovo a fare gli zaini per la meta finale del campo,
ossia il bene confiscato "Selva Lacandona"a Chiaiano, Napoli, a due passi da Scampia, per tentare di dare il nostro contributo alla lotta alla camorra perpetuata da Libera(naturalmente tutto ciò DOPO il mare, perché l'adagio"Prima il dovere e poi il piacere"è ormai antiquato, diciamocelo). Dopo un'altra giornata di Cotral e amici, siamo arrivati nel pomeriggio ed abbiamo montato le tende, ma solo dopo aver conosciuto gli altri venuti ad aiutare: un enorme gruppo di gente di Bari ed un ragazzo di Napoli, con cui abbiamo passato le giornate successive.
Ma prima di andare a dormire, ecco che Ciro, un membro di Libera, ci racconta la storia della sua associazione e di questo bene dove stavamo per iniziare a lavorare, dei problemi, delle paure provate, ma anche, soprattutto, del coraggio di affrontarle ed andare avanti. Eccoci allora al primo giorno di lavoro, chi al pescheto, chi al recinto e chi in cucina, a dare ognuno la sua mano, conoscendo gli altri che erano con noi. Arrivato il pomeriggio siamo andati a Scampia a sentire la testimonianza di una signora, e di come avesse combattuto a modo suo la camorra per tanti anni, insieme a Libera. Salutata l'energica donna, ci siamo diretti a Scampia per visitare una piccola scuola pomeridiana per ragazzi delle elementari/medie, in una vela. L'esperienza è stata toccante, e ci ha fornito una chiara visione della situazione del posto. Tornati abbiamo cenato e riflettendo su ciò che avevamo fatto ed appreso, ecco che arriva l'ora di dormire. Passa un'altra mattinata di lavoro tra roncole e decespugliatori ed arrivata l'ora di pranzo, ci riposiamo un po'prima di sentire altre testimonianze, una ragazza la cui madre fu vittima innocente di mafia, un uomo che gestiva una casa famiglia, ed un signore che aveva combattuto con successo contro la creazione di una discarica. In quel pomeriggio capimmo quanto il problema della camorra sia ampio e tocchi tutti, sotto aspetti che potevamo non immaginare. Ceniamo con queste riflessioni ancora in mente, ma poi è ora di riposarsi per ricaricare le energie.


Arriva quindi il penultimo giorno di campo, ci dirigiamo tutti a Napoli per vedere la città, vediamo Piazza del Plebiscito e poi ci dirigiamo ad un castello sul mare, che(aimé!) era in orario di chiusura, e ci siamo dovuti accontentare di vederne le mura. Quindi cena in città in un ristorante noto al buon Ciro, e ci si dirige di nuovo verso il campo, e a causa di alcuni disguidi col Cotral del campo eccoci a camminare diretti verso il bene. La sera mentre si verifica ecco che molte pentole a pressione scoppiano: molti hanno rilevato problemi e fastidi, tra membri del nostro gruppo ed altri, ed all'improvviso il caos si impadronisce dell'attività, abbattendo in molti casi il voto dato alla giornata. L'ultimo giorno abbiamo pulito il campo, perché la sera ci sarebbe stata una grande festa con tanto di discorso del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. La festa è passata in un attimo, tra un bicchiere di vino prodotto nel bene e qualche ballo di gruppo. Ecco che la mattina dopo abbiamo di nuovo gli zaini in spalla, e prendiamo l'ennesima serie di Cotral per tornare a Nettuno, dove tutto è iniziato, rivelando i vari custodi tra lo stupore di certi e le previsioni azzeccate di altri. Alla fine del campo, ci guardiamo indietro e considerandolo nel suo insieme, è andato alla grande! Forse fare prima il lavoro e poi il riposo avrebbe aiutato, ma in ogni caso è stata un'esperienza fantastica, su questo tutti sono d'accordo!
Valerio
Rover Compagnia Gilgamesh 

venerdì 4 settembre 2015

"Legature"

1978 
“Ma a che servono le legature?” 
Guardavo perplesso il caporeparto, tenendo in mano un pezzo di corda con la quale avrei dovuto legare due pezzi di legno. In sede, preparandoci alla prima uscita nella quale avremmo dovuto testare le nostre nuove competenze di pioneristica. Accanto a me Alessandro, l’uniforme troppo piccola per il suo fisico invadente. Appena più in la Marco, il capo squadriglia, ci osservava divertito. 
La mia risposta fu la più semplice possibile. “Le legature servono a tenere insieme due filagne”. Il tono era quello dell’ovvieta’. 
“Servono a legare anime, tonto!” 
Continuai a guardarlo perplesso. 

1991 
Ero abbastanza nervoso. In fondo era il mio primo campo da Caporeparto e c’era da montare un sacco di cose. Tende, tavoli, alzabandiera. E io sono sempre stato un pessimo pioniere. Contavo su dei ragazzi in gamba, Massimo, Paolo, Giacomo... e sull’esperienza di Enzo che mi sembrava per nulla nervoso. 
“Ma a che servono le legature?” 
 La domanda mi colse di sorpresa, come in flashback mi rividi esploratore, con l’uniforme di diverso colore intento a costruire qualcosa. “Servono a far stare in piedi un tavolo. Considerando che staremo qui dieci giorni sarà meglio che le facciamo bene!” . Ma non ero troppo convinto di aver dato la risposta giusta. 

2015 
Altipiano della Renga. 
Quando arriviamo ci fermiamo a guardare da lontano il campo. Le uniformi si confondono con il colore dei prati, un filo di fumo si alza da un braciere. Si intravede Daniele, il caporeparto, che ci ha invitato a passare una giornata con loro. Da genitori, per vivere una piccola parte dell’esperienza dei nostri ragazzi. 
Appena arrivato montiamo le nostre tendine, 5 minuti per tirare su un igloo. Un piccolo campo, siamo parecchi. Poi scopriamo di dover costruire il nostro angolo, ci aspettano filagne e cordini. Qualcuno di noi ha un po’ di esperienza e supplisce alla mia scarsa vena pioneristica. Mauro e Tiziana hanno mani veloci e sicure, lentamente mi ricordo come si fa una legatura quadra. Tiziana mi suggerisce “strozzala, ora”. Mi giro. Non è più Tiziana, è Valeria, Aquile Roma3 dei primi anni 90, Cieli Aperti Orizzonti Lontani il loro grido. Mauro è diventato Marco, il mio caposquadriglia in uniforme cachi, e io imparo di nuovo, facendo. Se mi giro vedo facce antiche tra i nuovi amici. 
Ecco a che servono le legature. A legare anime, anno dopo anno, a tenerle insieme. 
Carlo M.